La Fondazione Circolo dei lettori o Circolo dei Lettori di Torino nasce nel 2006 nel capoluogo piemontese per volontà della Regione Piemonte . Produce e diffonde eventi culturali, tutti i giorni nelle sue sedi di Torino, Novara, Verbania e Rivoli. Promuove, inoltre, alcune rassegne annuali sul territorio e in rete con realtà di tutt’Italia. Agisce attraverso l’ideazione e l’organizzazione di incontri, reading, dibattiti, manifestazioni.
Il 15 settembre 2026 al Circolo dei lettori di Torino celebra 20 anni di vita culturale presentando la Stagione 2026/2027 nella Sala Grande, gremita, dedicata all’Intelligenza naturale.
Per i saluti costituzionali erano presenti:
Marina Chiarelli , assessora della Cultura, Pari opportunità e Politiche giovanile Regione Piemonte

Maurizio Marrone , vicepresidente Regione Piemonte
Rosanna Purchia, assessora della Politiche culturali, Musei e Biblioteche, Attività e manifestazioni culturali, Archivio storico Città di Torino

Matteo Bagnasco, responsabile Obiettivo Cultura Fondazione Compagnia San Paolo

Caludio Albanese, vicepresidente Fondazione CRT

Tra gli invitati erano presenti anche :
Annalena Benini, direttrice del Salone Internazionale del Libro
Alessandro Bollo, direttore del Museo Nazionale del Risorgimento di Torino
Marco Fino, direttore del Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino

Giovanni Quaglia, presidente dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino

Elisa Panero, direttrice Responsabile Museo di Antichità, aree archeologiche e collezioni numismatiche

Gli scienziati che hanno contribuito alla creazione dell’Intelligenza Artificiale sostengono, fino ad ora inutilmente, una moratoria nel suo sviluppo poiché a loro parere è ormai a rischio la sopravvivenza della nostra Specie. Anche Papa Leone XIV, nella sua enciclica Magnifica Humanitas, ha scritto della necessità di un’Intelligenza Artificiale più morale: piccoli gruppi molto influenti possono sacrificare l’Umanità sull’altare dell’idolatria del profitto, orientando informazioni e consumi, condizionando processi democratici e incidendo sulle dinamiche economiche a proprio vantaggio, contro ogni giustizia sociale e solidarietà tra i popoli. Era il 1955 quando Martin Heidegger metteva in guardia dalla disumanizzazione dell’età della tecnica. L’essere umano, come afferma il filosofo Maurizio Ferraris, ha iniziato a usare la tecnica nel momento in cui ha afferrato un bastone per farsi largo tra le felci, si illude di essere il padrone del mondo, ma finisce con l’essere a sua volta catalogato e usato dalla tecnica. Non resta che salvaguardare la sola intelligenza di cui abbiamo controllo, quella naturale. Intelligenza Naturale è la stagione 2026/2027 della Fondazione Circolo dei lettori: da 20 anni il Circolo produce futuro per lettori e lettrici attraverso il racconto dei libri e la costruzione di una comunità di pensiero e immaginazione. Tutti i giorni, per undici mesi l’anno, il Circolo dei lettori e delle lettrici è un permanente multi spazio di cultura nel quale la letteratura, le parole, l’ascolto del pensiero e delle arti sono mezzo di comprensione e interrogazione dell’umano.
“Siamo figli dell’Intelligenza Naturale e rivendichiamo con forza l’unicità di Dante, Shakespeare e Céline – aveva spiegato il direttore Giuseppe Culicchia direttore della Fondazione Circolo dei lettori – Da un lato ci vengono detti questi grandi progressi per quanto riguarda la ricerca scientifica e la medicina, un po’ più preoccupanti per l’arte della guerra, mentre per quanto riguarda la cultura si tratta di furto intellettuale. Tutto quello di cui si nutre dall’IA è il frutto di quello che è stato prodotto dall’Intelligenza Naturale. Sarà una bella sfida riuscire a essere più originali più unici e raccontare meglio le emozioni umane di quanto sanno fare le macchine”.
«Non ci illudiamo certo di arrestare il nuovo che avanza a una velocità che nessuno di noi riesce nemmeno lontanamente a immaginare. Ma in questi vent’anni, tutto ciò che è passato per le sale di via Bogino è stato frutto di Intelligenza Naturale. Perché è per mezzo dell’Intelligenza Naturale che il Circolo dei lettori e delle lettrici è diventato quello che è: non soltanto il luogo a cui guarda tutta l’editoria italiana nel momento in cui si tratta di promuovere l’uscita di un nuovo romanzo o saggio, ma un laboratorio capace di essere un rifugio intellettuale che produce pensiero, immaginazione e, perché no, intrattenimento»
Intelligenza Naturale, la programmazione stagionale della Fondazione Circolo dei lettori, si compie da oggi fino all’estate 2027 nella sede centrale a Torino a Palazzo Graneri della Roccia e nella sede di Novara al Castello Sforzesco, oltre alle tante attività del Circolo fuori dal Circolo a partire dai festival della Fondazione Scarabocchi, Torino Spiritualità, Radici, Festival del Classico e Francesissimo, in programma tra il prossimo fine settimana e il 31 gennaio 2027 in teatri, cinema, musei, luoghi di culto, spazi della cultura delle due città, oltre gli incontri a Stresa, al Rondò dei Talenti a Cuneo, alla Biblioteca di Moncalieri, ad Alessandria in una nuova collaborazione con l’Ottobre Alessandrino, nello spazio digitale del Circolo, come gli storici gruppi di lettura a distanza, oltre quelli in presenza. Dopo l’anteprima di lunedì con Siri Hustvedt che ha dialogato con Vittorio Lingiardi intorno a Storie di fantasmi, Einaudi, Intelligenza Naturale inaugura questa sera con lo scrittore olandese Tiemen Hiemstra che per la prima della stagione racconta con Valentina Farinaccio il suo romanzo d’esordio W., bildungsroman dell’era digitale, pubblicato da Adelphi. Sabato 3 ottobre, Venti futuri è la giornata e la festa dei 20 anni del Circolo dei lettori e delle lettrici.

«Parlare di Intelligenza Naturale nel momento in cui si parla quasi unicamente di intelligenza artificiale significa andare in direzione contraria e ostinata, come cantava uno dei più grandi poeti della musica. È dell’altro giorno l’ultimo grido di allarme, lanciato proprio dai rappresentanti dei colossi del tech, secondo i quali, senza un freno all’evoluzione fuori controllo, siamo in prossimità dell’Apocalisse. Ora, io non credo che sia possibile arrestare, e neppure rallentare, il progresso tecnologico. Penso, tra l’altro, che questo sarebbe proprio contrario alla natura umana. L’intelligenza artificiale può aumentare produttività, conoscenza, capacità di cura e qualità delle decisioni. Leggo spesso che ciò che l’uomo deve fare è saperla governare. Anche in questo caso non capisco cosa voglia dire esattamente “governarla”: normarla, arginarla, contenerla limitandone la diffusione? Io credo indispensabile, piuttosto, che l’intelligenza naturale, la nostra oggi tanto bistrattata intelligenza naturale, debba essere utilizzata per controllare e verificare i prodotti dell’intelligenza artificiale, spesso imprecisi e fallaci, quando non del tutto infondati. E allora benvenuti nel nostro laboratorio, ben ritrovati in questa sede che, avete visto, si presenta rinnovata. Ancora una volta lo straordinario lavoro della straordinaria squadra del Circolo saprà appassionarvi, divertirvi, stimolare le vostre riflessioni, arricchirvi e magari provocarvi. Ne sono certo!» dichiara Giulio Biino, presidente Fondazione Circolo dei lettori.

Palazzo Graneri della Roccia in via Bogino 9 nel cuore storico di Torino, sede della Fondazione e del Circolo, si rinnova con nuovi gli spazi comuni del piano nobile, il corridoio nell’antico loggione, spazio d’ingresso e accoglienza. In sintesi, il progetto dell’Architetto Helga Faletti, nasce in prima analisi da un preciso e coerente richiamo filologico all’ampliamento in acciaio e vetro realizzato nel cortile secondario tra il 1995 e il 1998 su progetto degli architetti Andrea Bruno e Luciano Pia. L’allestimento instaura così un dialogo contemporaneo e armonico con le preesistenze e con la recente storia conservativa del Palazzo. Il concept progettuale si ispira alla tipologia architettonica della serra d’inverno e le sue strutture accessorie agli antichi arredi delle biblioteche storiche. Le stanze affacciate sulla galleria ritrovano il loro prolungamento nella sezione della struttura dando così maggior continuità visiva e funzionale. Allo stesso tempo il Circolo rinnova il proprio brand con un nuovo design del logo della Fondazione Circolo dei lettori: nella nuova versione la C di Circolo diventa un cerchio grazie alla rotazione di tante pagine. Il Circolo come somma di voci, libri e persone: tante storie, un solo Circolo.
Tornano anche le maratone letterarie: giornate speciali dedicate a grandi autrici e autori e alla loro opera attraverso letture, lectio, reading e approfondimenti. Tra quelle in programma quest’anno quella dedicata alle sorelle Brönte, quella per i 100 anni dalla pubblicazione di Fiera di Ernest Hemingway, per i 100 anni dalla nascita di Gabriel García Márquez. E poi ancora tornano le Magnifiche ribelli, scrittrici di oggi che leggono i grandi romanzi e l’opera delle scrittrici: Daniela Brogi su Colette, Giulia Caminito che racconta Elsa Morante, Carolina Capria su Margaret Mitchell e Beatrice Salvioni a proposito dell’opera di Goliarda Sapienza.
Sabato 3 ottobre si celebrano i 20 anni del Circolo dei lettori e delle lettrici con l’evento “Venti Futuri”. Per l’occasione il Circolo uscirà dal Circolo, disegnando una mappa diffusa, attraversando la città come fa il tram numero 4, da Mirafiori a Falchera, tornando in centro, con letture, conversazioni, pensieri, parole, musica e un party serale per tutti gli amanti, amici lettori e lettrici, dagli zero ai novantanove anni.
Diverse le rinnovate collaborazioni con le altre realtà come Terra Madre, il Teatro Stabile, Artissima e quest’anno anche l’Europride con una serie di incontri di avvicinamento ad hoc in programma da gennaio a maggio.
Giulio Biino, al termine del suo mandato da presidente (per cui oggi scade il bando), durante la conferenza stampa ha precisato come la collaborazione è alla base del dialogo tra Circolo dei lettori e la nuova Biblioteca Civica: “Non credo che sia volontà o interesse di nessuno impostare il rapporto in termini di rivalità. Se si moltiplica l’offerta cresce l’interesse con l’obiettivo di avvicinare più persone alla cultura, in particolare i giovani“.
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