In merito alla strage di Brandizzo il 22 agosto 2026 Massimiliano Quirico,(direttore del periodico: “Sicurezza e Lavoro”), ha affermato:
«Non sappiamo se Rfi abbia adempiuto a eventuali prescrizioni dello Spresal riguardanti il Dvr e la sicurezza di chi opera sui binari, nè se intenda modificare il proprio modus operandi».
«Quello che è certo – aggiunge Quirico – è che non ha ancora varato il Protocollo per la sicurezza sulle manutenzioni ferroviarie, promesso all’indomani della strage di Brandizzo, ma mai realizzato».
«La tragedia del 30 agosto 2023 ha dimostrato nei fatti che le procedure erano inadeguate.
Troppo facile scaricare su presunti errori umani le responsabilità di questa e di altre possibili stragi sul lavoro: un Dvr affidabile e una seria organizzazione del lavoro non possono non considerare il fattore umano».
Concludendo il suo intervento ha detto :«Ci sono inoltre tecnologie in grado di prevenire simili infortuni e una grande società come Rfi ha sicuramente le risorse per impiegarle al meglio, salvaguardando l’incolumità dei suoi lavoratori e lavoratrici e degli utenti, ma anche di chi opera in subappalto».
«Sono tematiche fondamentali – precisa Quirico – che approfondiremo nelle prossime settimane, insieme ad Amministrazione di Brandizzo, autorità, sindacati e familiari delle vittime in occasione della prossima edizione della Settimana del Lavoro Sicuro, organizzata dal 28 agosto al 4 settembre 2026, in occasione della commemorazione della strage ferroviaria del 30 agosto 2023».
«Doveva aumentare la sicurezza nelle ferrovie e invece non è stato fatto niente dopo la morte di mio fratello e dei suoi quattro compagni di lavoro a Brandizzo. È vergognoso!» – dichiara a Sicurezza e Lavoro Antonino Laganà, fratello di Kevin, la più giovane delle cinque vittime della strage del 30 agosto 2023 nei pressi della stazione ferroviaria di Brandizzo, commentando la notizia di una nuova indagine in materia di sicurezza sul lavoro riguardante i vertici di Rfi.
«Si devono prendere le responsabilità di ciò che è accaduto e fare in modo che non accada di nuovo! C’è tanta rabbia. Non doveva succedere e temiamo invece che possa verificarsi di nuovo» – aggiunge.
«Speravo – continua – che quanto successo a mio fratello avesse insegnato qualcosa… E invece… È scandaloso!».
«Il prossimo 30 settembre – conclude Antonino Laganà – inizierà il processo, che sarà lungo e ci farà male, ma aspettiamo con ansia la discussione per fare chiarezza: la morte di mio fratello per me e per la mia famiglia non è stato un incidente, è stato un omicidio!».