REPOLE, CANDIDARE ALL’UNESCO LA CITTADELLA DEI SANTI SOCIALI

 

L’arcivescovo di Torino, cardinale Roberto Repole, intervenuto questa mattina a Palazzo Barolo, alla cerimonia inaugurale della scultura dedicata alla venerabile marchesa Giulia di Barolo, ha lanciato la proposta di lavorare a un progetto di candidatura, a Patrimonio dell’Umanità Unesco, del “chilometro quadrato della carità”, l’area della città che comprende, tra gli altri, il Distretto Sociale Barolo, il Cottolengo, Valdocco e il Sermig.

 “Mi piace pensare che questa statua sia un faro posto in una piccola cittadella – ha detto il cardinale Repole.  Un chilometro quadrato che è una città nella città, un’area di una grandezza spettacolare per la vicende di Torino, italiane e dell’umanità.

Qui abbiamo Palazzo Barolo, poco distante la Consolata, il Valdocco di Don Bosco, il Cottolengo e il Distretto Sociale Barolo e poi ancora il Sermig. Tutti più o meno in un chilometro quadrato. 

Allora – ha aggiunto l’arcivescovo di Torino – ho fatto un sogno che esprimo, visto che oggi sono qui presenti anche le massime autorità civili, il presidente della Regione e il sindaco di Torino. Da arcivescovo ho sognato di rendere questa “cittadella della carità” un patrimonio dell’umanità. Perché? Perché viviamo tempi in cui tutto diventa patrimonio dell’umanità, ma il pericolo è che si stia perdendo l’umanità.

Penso – ha sottolineato Repole – che il più grande patrimonio dell’umanità sia l’umanità stessa. La vicenda di questo chilometro quadrato ci dice appunto che è possibile rimanere umani e insieme a tutte le donne e gli uomini, a cominciare dagli ultimi. È un sogno che lancio qui perché mi sembra il luogo giusto, chissà se potrà avverarsi. In ogni caso – ha concluso il cardinale – non è brutto sognare”.

Torino si prepara a rendere omaggio a una delle figure più luminose della sua storia sociale e culturale. Dal 17 gennaio 2026, nel cortile di Palazzo Barolo, avranno luogo diversi eventi in occasione

dell’ inaugurazione di  una monumentale scultura dedicata alla marchesa Giulia Falletti di Barolo, nata Juliette Colbert di Maulévrier (1785–1864), filantropa, riformatrice e oggi dichiarata “venerabile” dalla Chiesa per il suo instancabile impegno verso gli ultimi.

L’opera, alta quattro metri e realizzata in bronzo, rappresenta un unicum nel panorama cittadino: è infatti il primo monumento torinese dedicato a una donna realmente esistita e protagonista della storia locale. Un dato sorprendente, se si considera la ricchezza del patrimonio artistico della città, dove le figure femminili presenti nei monumenti sono quasi sempre allegoriche, mitologiche o decorative.

Alla cerimonia erano presenti :

 Roberto Repole, Cardinale  Arcivescovo di Torino e presidente di Opera Barolo.

 Alberto Cirio, Presidente Regione Piemonte

 Sergio Chiamparino, ex sindaco della città di Torino e Stefano Lo Russo, Sindaco della Città di Torino

Rosanna Purchia e Francesco Tresso, Assessori della città di Torino

Moglie dello scultore con Clara Bertolo Assessora della città di Collegno

Monica Fantone , architetta della Soprintendenza

  Ernesto Abbona, rappresentante dell’ azienda vitivinicola “Marchesi di Barolo”,

Giada Pettorossi, esponente del Distretto sociale Barolo

Colbert  Conte de Maulevrier

 Fulvio Mazzocchi, sindaco della città di Barolo

 Giudo Curto ,Consigliere di Fondazione CRT

 Gian Maria Zaccone, Direttore del Consiglio Direttivo del Centro Internazionale di Studi sulla Sindone

  Gabriele Garbolino Rù, lo scultore autore della statua

 Giovanni Quaglia, Presidente dell’Accademia Albertina delle Belle Arti si Torino

  Laura Valle, Direttrice dell’Accademia Albertina delle Belle Arti si Torino

  Enrico Zanellati,curatore artistico di Palazzo Barolo e Gabriele Garbolino Rù, lo scultore autore della statua   artistico di Palazzo Barolo 

Mauro Gentile moderatore della conferenza Stampa

Dopo la cerimonia ha avuto luogo un momenti cordialità  assaggiando i vini tipici ed i primi cioccolatini del Piemonte, che la Marchesa portava con se nei suoi viaggi e che donava ai bisognosi.

Giulia di Barolo visse nel palazzo di via delle Orfane 7/a insieme al marito, il marchese Carlo Tancredi Falletti di Barolo. La loro dimora fu un vivace salotto culturale, ma soprattutto il centro di una straordinaria attività filantropica. I coniugi dedicarono energie e risorse ai diseredati, agli orfani, alle giovani senza famiglia e ai carcerati, anticipando con sorprendente modernità temi che oggi definiremmo sociali ed educativi.

Viaggiatori instancabili, esplorarono l’Europa per studiare modelli innovativi di assistenza, istruzione e organizzazione sociale, con l’obiettivo di importarli nello Stato sabaudo. Alla morte della marchesa, per sua volontà testamentaria, nacque l’Opera Pia Barolo, istituzione tuttora attiva nel proseguire la missione educativa e solidale dei due benefattori.

Lo scultore Gabriele Garbolino Ru’ modella la statua della “venerabile” marchesa Giulia Falletti di Barolo.

Il monumento, firmato dallo scultore torinese Gabriele Garbolino Ru’, raffigura Giulia di Barolo nell’atto di abbracciare una giovane carcerata: un gesto di ascolto, conforto e umanità che sintetizza l’essenza del suo operato. L’opera colpisce per la sua intensità emotiva e per la capacità di trasformare un episodio simbolico in un’immagine universale di cura e dignità.

 Garbolino Ru’, docente all’Accademia Albertina e al Liceo Darwin di Rivoli, prosegue così un percorso di ricerca dedicato alla marchesa. Nel 2024 aveva infatti realizzato un busto esposto lungo il percorso museale di Palazzo Barolo, frutto – come ricorda lo storico dell’arte Enrico Zanellati – di un’accurata indagine storica che ricostruisce il volto della marchesa nel 1814, anno del suo primo ingresso nel carcere torinese.

TRE GIORNI DI FESTA PER LA NUOVA STATUA DI GIULIA DI BAROLO

In occasione del posizionamento della nuova scultura dedicata alla marchesa Giulia di Barolo sulla facciata della storica residenza, all’angolo tra via Corte d’Appello e via delle Orfane a Torino, sono in programma dal 17 al 19 gennaio 2026 tre giorni di iniziative culturali, spettacoli e visite guidate tra Palazzo Barolo e il Distretto sociale Barolo.

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