Il 10 settembre ha avuto luogo la preview per la Stampa nell’Ex Chiesa di San Marco – Spazio ARCA a Vercelli“Guttuso, De Pisis, Fontana… L’Espressionismo Italiano” , una mostra bellissima  che riporta al centro dell’attenzione un movimento potente, viscerale, che ha saputo dare voce al turbamento e alla passione del Novecento italiano. 

Hanno partecipato all’evento :

  Daniele Fenaroli, Curatore della della Fondazione Giuseppe Iannaccone

 Avv. Giuseppe Iannaccone, Fondatore e Presidente della Fondazione

Roberto Scheda, Sindaco di Vercelli

Iole Siena , Presidente del Gruppo Arthemisia

 e diversi giornalisti .

L’11 settembre è stato aperto al pubblico, per la prima volta è stato presentato, un nucleo significativo di opere realizzate tra il 1920 e il 1945 e appartenenti alla sezione storica della Collezione Giuseppe Iannaccone – alcune delle quali mai esposte prima al pubblico – verranno riunite per raccontare un periodo straordinario della storia dell’arte italiana.

Renato BirolliRenato GuttusoLucio FontanaFausto PirandelloAligi SassuEmilio Vedova e molti altri, esponenti dell’Espressionismo Italiano, hanno saputo affermare con forza una visione indipendente, sottraendosi alle imposizioni culturali dominanti scegliendo, attraverso una ricerca personale spesso coraggiosa e controcorrente, di raccontare la fragilità, la solitudine e la tensione esistenziale dell’uomo, anziché aderire ai modelli celebrativi imposti.

Questi artisti hanno costruito una contro-narrazione silenziosa, ma potente, fatta di corpi sbilanciati, nature morte inquietanti, città sognanti, figure ai margini e una disarmante quotidianità, lontana dalla retorica imperante.

Tra le opere esposte, ne spiccano alcune realizzate da artisti riconosciuti come i principali esponenti dell’Espressionismo italiano: “Nudo in piedi” (1939) di Lucio Fontana,Composizione” (Siesta Rustica) (1924-1926) di Fausto Pirandello, “Il Caffeuccio Veneziano” (1942) di Emilio Vedova, “I poeti” (1935) di Renato Birolli, “Lo schermidore” (1934) di Angelo Del Bon, “Ritratto di Antonino Santangelo” (1942) e “Ritratto di Mimise” (1938) di Renato Guttuso.

 

Le opere provengono prevalentemente dalla Collezione Iannaccone, una delle più rilevanti collezioni private italiane, raccolte con passione da oltre 30 anni dall’Avvocato Giuseppe Iannaccone, grandissimo amante dell’arte e forte promotore della creatività di artisti, del panorama italiano e internazionale, di ieri e di oggi. Una collezione “romantica”, che ha seguito e inseguito quell’arte che – dopo la grande stagione delle avanguardie – non ha coltivato gli ideali classici ma ideali diversi, incentrati sull’intensità del colore; sulla fantasia, la visionarietà e la soggettività dell’io, sull’espressione dei sentimenti e delle emozioni.

Con il patrocinio della Regione Piemonte, promossa dal Comune di Vercelli, prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con la Fondazione Giuseppe Iannaccone e curata da Daniele Fenaroli, la mostra è il primo appuntamento di un progetto espositivo pluriennale grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli, della Provincia di Vercelli, di ASM e della Fondazione CRT.
La mostra vede come sponsor tecnico Open Care – Servizi per l’arte.

PRIMO CAPITOLO DEL PROGETTO PLURIENNALE
Il progetto, pensato anche per creare un dialogo tra diverse discipline, ha come obiettivo di rivelare come la creatività e l’arte possano arricchirsi attraverso l’interazione tra linguaggi differenti, creando una sinergia tra la storia del luogo, l’arte contemporanea e altre forme di espressione culturale.

In questo contesto, ogni anno si metterà in luce un artista contemporaneo attraverso la relazione con le opere esposte nelle mostre.

Quest’anno l’attenzione sarà rivolta al giovane e talentuoso artista Norberto Spina, classe 1995, che si forma tra Milano e Londra e la sua poetica si fonda sulla sovrapposizione di memoria personale e collettiva; un lavoro alimentato dalla ricerca di immagini d’archivio, fotografie storiche, momenti di vita quotidiana e iconografie della tradizione popolare italiana che, rielaborati e sovrapposti, si manifestano come frammenti di ricordi.
Saranno esposti alcuni suoi lavori, oltre ad un prestito proveniente dalla Royal Academy di Londra e altre opere inedite e site specific che lo stesso ha realizzato appositamente per questa occasione.

La rilettura storica che ispira le opere di Norberto Spina suggerisce una possibile linea di continuità nel modo in cui l’arte può divenire una fedele, seppur personale, visione della realtà. Se negli anni Trenta gli artisti selezionati si sono sottratti alla monumentalità celebrativa del potere, Spina, da artista contemporaneo, si muove a lato della memoria collettiva, rielaborando figure, gesti, e atmosfere che sembrano emerse da un archivio dimenticato, che risuonano, oggi più che mai, come una potente cassa di risonanza. Le sue opere non illustrano la storia, la attraversano.

Prendere in mano un’immagine del passato e farla rivivere – o semplicemente rievocarla – non è un’operazione neutra, non è sinonimo di nostalgia ma significa, al contrario, tornare consapevolmente a quei momenti che hanno inciso a fondo il nostro immaginario collettivo.

Tra i linguaggi pittorici che si confrontano con la storia come materia viva, si inserisce anche il dialogo tra: “La battaglia dei tre cavalieri di Aligi Sassu (1941) e l’opera: “Presente” di Norberto Spina (2024), che rielabora un particolare del Sacrario di Redipuglia voluto da Mussolini nel 1938.
Se Sassu, nel pieno del secondo conflitto mondiale e da poco uscito dal carcere, sceglie di evocare il mito per denunciare l’inutilità della guerra attraverso una pittura epica e tragica in cui non traspare, nonostante le pallide vittime, nemmeno un goccio di sangue, Spina, in modo più asciutto e concettuale, isola la parola incisa su pietra per metterla a confronto con il nostro sguardo. L’uno utilizza il corpo dei cavalieri per rappresentare l’assurdità della battaglia e lo smarrimento dell’individuo, la consapevolezza che a morire in quella guerra era lo spirito umano e non i soli corpi; l’altro, con un linguaggio completamente diverso, si concentra sulla monumentalità del potere, che a distanza di decenni continua a porci interrogativi.

Guardare oggi le opere in mostra, accanto a quelle di Norberto Spina, significa non soltanto recuperare una pagina fondamentale della storia dell’arte italiana, ma anche riconoscere quanto quella stagione parli ancora al nostro presente. Non come immagine passata, ma come un linguaggio vivo, capace di dirci ancora molto, e forse più che mai, su libertà, responsabilità e visione.

LA MOSTRA

SPAZIO ARCA
Arca Arte Vercelli è uno spazio nato da un intervento di riqualificazione, promosso nel 2007 dall’amministrazione comunale di Vercelli, che ha realizzato una struttura espositiva all’interno della navata centrale della ex Chiesa di San Marco di Vercelli.

Da quel momento Arca ha dedicato il suo impegno alla realizzazione di mostre, esposizioni ed eventi, creando un dialogo continuo tra storia e modernità, di cui le più importanti sono: le esposizioni in collaborazione con la fondazione Guggenheim, “Il Rinascimento di Gaudenzio Ferrari” e la mostra dedicata alla Magna Charta e agli 800 anni dell’Abbazia di Sant’Andrea. Il luogo è diventato ormai uno dei simboli della città di Vercelli, nonché punto di riferimento culturale per la cittadinanza e attrattore di un turismo culturale e legato all’arte.

Per questo, Arca Arte Vercelli, si configura come il contesto ideale per la realizzazione di eventi che promuovono un dialogo significativo tra gli artisti e le tematiche urgenti dell’arte contemporanea che, grazie alla particolarità della sua struttura, permette un’interazione tra passato e presente, dove lo spazio, non solo accoglie le opere, ma diventa un luogo di confronto e riflessione, dove linguaggi e prospettive si intrecciano, generando nuove letture e interpretazioni del mondo.

FONDAZIONE GIUSEPPE IANNACCONE
La Fondazione Giuseppe Iannaccone ETS è nata nel novembre 2023 su iniziativa dell’Avvocato e appassionato collezionista d’arte Giuseppe Iannaccone, per promuovere attività senza scopo di lucro, con finalità civiche, di solidarietà e di utilità sociale.
La Fondazione è l’evoluzione di un soggetto che eredita il lavoro promosso in trent’anni dalla Collezione Giuseppe Iannaccone: attività dedicate all’arte, al sostegno e alla promozione della creatività di giovani artisti, soprattutto del panorama italiano. La Fondazione ha l’obiettivo di continuare su questa linea di azione, attraverso la messa in pratica di una serie di progetti che abbiano una ricaduta sociale attraverso lo sviluppo e la promozione della creatività.