“Profondo Rispetto”, titolo della 95a Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba che avrà luogo ad Alba dall’11 ottobre all’8 dicembre 2025, è stato presentato alla Stampa nella storica e bellissima Sala Federiciana della Biblioteca -Pinacoteca dell’ Accademia Ambrosiana di Milano . Evento cardine della cultura enogastronomica italiana è un appuntamento immancabile per gourmet, chef, produttori e appassionati di tutto il mondo.
A illustrare il ricco programma, sono intervenuti Axel Iberti, presidente dell’Ente Fiera di Alba, Mauro Carbone direttore del Centro Nazionale Studi Tartufo, la vicesindaca di Alba Caterina Pasini e lo chef bistellato Davide Oldani, patron dei ristoranti D’O e Olmo.
A moderare l’incontro con professionalità e passione, il critico enogastronomico Paolo Vizzari, che ha sapientemente guidato il racconto tra prodotto, territorio e visione culturale.
Con oltre nove settimane di programmazione, la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba si conferma come l’evento enogastronomico più esteso e rilevante del panorama italiano. Un appuntamento che, anno dopo anno, richiama ad Alba e nel territorio circostante decine di migliaia di visitatori da tutto il mondo, attratti non solo dal prestigio del Tuber magnatum Picco, ma anche da un palinsesto culturale, esperienziale e formativo senza eguali.
La Fiera si distingue per la sua capacità di coniugare eccellenza gastronomica, promozione territoriale, sostenibilità e innovazione, trasformando il tartufo in un ambasciatore di valori e identità. È un evento che non si esaurisce in un fine settimana, ma che si sviluppa lungo due mesi, coinvolgendo borghi, castelli, teatri, musei, piazze e cantine, in un racconto corale che unisce tradizione e visione.
Il suo impatto va ben oltre il valore simbolico e culturale: la Fiera genera una ricaduta economica diretta e indiretta con un moltiplicatore pari a 55 euro per ogni euro investito, sulla sola provincia di Cuneo, coinvolgendo filiere produttive, strutture ricettive, ristorazione, artigianato e servizi. Un volano di sviluppo che valorizza il territorio in modo diffuso e duraturo, contribuendo in maniera significativa alla crescita del turismo e dell’economia locale.
Questo evento ha come tema il rispetto, che si fa profondo, come recita il payoff scelto per quest’anno, e che si declina in ogni aspetto della Fiera, dal rapporto con la terra e la natura, alla valorizzazione delle tradizioni, fino alla promozione di un turismo consapevole e sostenibile.
Il tema trae ispirazione dalla parola dell’anno 2024 individuata dall’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, e si propone come chiave di lettura dell’intera manifestazione. Il Tuber magnatum Picco, frutto raro e prezioso delle colline piemontesi, diventa così simbolo di un approccio etico e culturale che guarda al futuro senza dimenticare le radici. La Fiera si distingue per la sua capacità di coniugare eccellenza gastronomica, promozione territoriale, sostenibilità e innovazione, trasformando il tartufo in un ambasciatore di valori e identità.
Il presidente dell’Ente Fiera di Alba, Axel Iberti, la Fiera ha affermato che non è più soltanto un evento, ma un vero e proprio broadcast culturale, un palinsesto diffuso che si estende per settimane e che coinvolge il territorio in un racconto corale. “Credo nella cultura come base di ogni trasformazione e non in senso astratto: cultura significa educazione, consapevolezza, eredità. Il Tartufo Bianco d’Alba deve essere il pretesto per trasmettere, a partire dai più piccoli, il valore del paesaggio, della biodiversità, della cura della natura, con uno sguardo sempre più internazionale”.
“La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba è un orgoglio per tutta la Città di Alba e per il nostro territorio – dichiarano Alberto la vicesindaco con deleghe al Turismo e Cultura Caterina Pasini –. Ogni anno, questo appuntamento ci invita a riscoprire chi siamo, le nostre radici e i valori che ci uniscono. Il claim scelto per il 2025, Profondo Rispetto, rappresenta con forza l’identità della nostra comunità: rispetto per la terra e i suoi frutti, per il lavoro che li rende eccellenze, per la cultura e le tradizioni che ci definiscono. La Fiera non è solo un momento di altissimo livello gastronomico e turistico, ma anche un’occasione per ribadire il nostro impegno verso un futuro sostenibile e consapevole. Siamo certi che anche quest’edizione saprà rinnovare quel legame profondo tra Alba e il mondo, nel segno della qualità, dell’accoglienza e della tradizione. Non solo gastronomia, anche cultura e folklore che come ogni anno animeranno le nostre vie e le nostre piazze, dal Palio degli Asini preceduto dalla grande sfilata storica, alle mostre in città, passando per il Baccanale e tutti gli altri eventi in programma per lo straordinario autunno albese”.
“Il Tartufo Bianco d’Alba non è solo un prodotto simbolo della nostra tradizione, ma un autentico motore economico e di attrattività per tutto il Piemonte – avevano scritto il presidente di Regione Piemonte, Alberto Cirio, gli assessori alla Tartuficoltura, Marco Gallo, e al Turismo, Paolo Bongioanni –. Attorno al tartufo si muove un indotto che supera il mezzo miliardo di euro all’anno e che rappresenta un asse strategico del PIL piemontese, capace di generare valore per l’agricoltura, la ristorazione, l’enogastronomia, il turismo e la cultura. La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba è la vetrina più prestigiosa di questo patrimonio: ogni anno richiama decine di migliaia di visitatori da tutto il mondo, con un impatto diretto sulle strutture ricettive, sui ristoranti e sulle produzioni locali. La Regione è da tempo impegnata per un maggiore sostegno e valorizzazione del comparto, puntando sulla qualità, sulla sostenibilità e sull’unicità di un prodotto che contribuisce in modo decisivo alla reputazione internazionale delle nostre terre. Il tartufo non è solo eccellenza gastronomica: è identità, lavoro e tradizione del Piemonte”.
Mauro Carbone direttore del Centro Nazionale Studi Tartufo, nel suo intervento aveva affermato: “Il tartufo vive sotto terra ed è più brutto della patata e per farsi notare mamma natura gli ha dato la possibilità di manifestarsi tramite il profumo.”
L’apertura ufficiale della Fiera, in programma dall’11 ottobre all’8 dicembre, sarà preceduta dal simbolico Capodanno del Tartufo, la notte tra il 30 settembre e il 1° ottobre, un evento carico di significati che fonde memoria rurale, spiritualità e arte performativa. Il corteo notturno dei trifolao e dei loro tabui, l’attraversamento del bosco, i suoni della natura e il brindisi collettivo in piazza Ferrero con Alta Langa DOCG, segnano l’avvio della stagione di raccolta del Tuber magnatum Pico, inserito quest’anno nel festival Profondo Umano.
Cuore pulsante della manifestazione, il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco – allestito nel Cortile della Maddalena – sarà aperto ogni weekend. I tartufi, selezionati e certificati dai Giudici di Analisi Sensoriale, saranno affiancati da una curata esposizione delle eccellenze agroalimentari del Piemonte, in un’offerta sinestetica che racconta filiere, saperi e stagionalità.
La Fiera è anche un teatro di riti che affondano le radici nel medioevo. Dalla Bela Trifolera (6 settembre) alla presentazione del Drappo del Palio (20 settembre), dall’Investitura del Podestà (27 settembre) fino al Palio degli Asini (prima domenica di ottobre), ogni evento è una rievocazione partecipata del passato contadino e civico di Alba. A seguire, il Baccanale dei Borghi (18-19 ottobre) e il Festival della Bandiera (26 ottobre) restituiscono corpo e voce a un patrimonio immateriale che continua a vivere.
Enogastronomia d’autore e nuove forme del gusto
Il programma gourmet si arricchisce con cooking show di chef italiani e internazionali, wine tasting experience e appuntamenti di alta mixology. Tra le novità 2025, il format “Tramonto Gourmet”, che coniuga la cultura dell’aperitivo con la cucina creativa. Non mancano le Cene Insolite, tra cui la tappa mozzafiato sullo Skyway Monte Bianco, e i seminari di analisi sensoriale presso il MUDET – Museo del Tartufo. Forte anche l’impronta sociale, con l’Osteria Montebellina e il progetto “8 Pari” della cooperativa Emmaus.
Cultura contemporanea e orizzonti globali
In parallelo, Alba diventa palcoscenico di grandi eventi culturali. Il Premio Lattes Grinzane (11 ottobre) sarà assegnato a Maaza Mengiste, seguita dalla presentazione del libro “Francesco” di Aldo Cazzullo (12 ottobre). Da non perdere la mostra “More than kids” di Valerio Berruti (3 ottobre – 3 dicembre) nella Chiesa di San Domenico, e il progetto artistico “Radis” a Dogliani.
Fiore all’occhiello dell’intero palinsesto sarà la XXVI Asta Mondiale del Tartufo (9 novembre), collegata in diretta con metropoli internazionali, per raccogliere fondi da destinare a cause benefiche: un momento che ribadisce il legame profondo tra lusso sostenibile e solidarietà.
La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba 2025 si conferma così evento identitario e multidisciplinare, capace di fondere la cultura del cibo con il senso del luogo, il sapere agricolo con l’arte contemporanea, il gesto quotidiano con la grande narrazione collettiva. Un modello di valorizzazione territoriale che parla al mondo, partendo dalla terra.
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