Economia sociale: Città Metropolitana di Torino e Camera di commercio presentano il Piano metropolitano per l’economia sociale i Torino 2030
La Città metropolitana di Torino rappresenta un polo centrale per l’economia sociale in Piemonte, con circa 4.900 organizzazioni a impatto sociale.
Il Piano mira a rafforzare il mondo dell’economia sociale e a costruire un ponte verso il mondo profit, per rendere il sistema locale più resiliente e generativo di impatto sociale, creare valore condiviso e beneficio per l’intera comunità.
Si punta sull’integrazione dell’economia sociale nella politica industriale, rafforzando le competenze delle imprese a impatto sociale, l’attivazione di partnership multiattore e la centralità dei giovani.
È stato presentato oggi il Piano Metropolitano per l’Economia Sociale di Torino 2030, approvato dalla Camera di commercio di Torino e dalla Città Metropolitana di Torino nella cornice di Torino Social Impact: si chiude così il processo di consultazione, redazione e approvazione iniziato nel luglio scorso con la firma dell’accordo tra i due enti e si apre la fase di realizzazione degli strumenti e azioni individuate.
Alla presentazione del piano ha partecipato l’On. Lucia Albano, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Per i due enti promotori dell’iniziativa sono intervenuti Sonia Cambursano, Consigliera della Città metropolitana di Torino con delega allo sviluppo economico, e Guido Bolatto, Segretario Generale della Camera di commercio di Torino.
In rappresentanza della Città di Torino e della Regione Piemonte, la Vicesindaca Michela Favaro e l’Assessore Bilancio, finanze e programmazione economica e finanziaria, Sviluppo delle attività produttive, Internazionalizzazione e attrazione investimenti della Regione Piemonte Andrea Tronzano.
La presentazione è stata arricchita da un confronto a livello nazionale tra città che hanno lavorato o stanno lavorando ad un piano per l’economia sociale, con Daniela Freddi della Città metropolitana di Bologna e Valerio Pedroni, Consigliere del Comune di Milano.
Infine, una raccolta di testimonianze di imprenditori sociali under 35 e associazioni giovanili territoriali, con la moderazione di Torino Social Impact, ha dato voce ai giovani, al centro del Piano. Sono intervenuti sul tema de “Le nuove generazioni per l’economia sociale”: Fabrizio Piazza, Presidente Cooperativa CSDA di Avigliana, Francesca Cavallo, Vicepresidente Cooperativa Sociale di Comunità Nuova Neuro, Tathiana Muntoni, Presidente Impresa Sociale, Ilpa Servizi coop sociale, Stefania di Campli, Presidente Associazione Ortika.
Per Sonia Cambursano, Consigliera della Città metropolitana di Torino con delega allo sviluppo economico: “La Città metropolitana di Torino ha lavorato per integrare il Piano d’Azione per l’economia sociale con il Piano strategico metropolitano, nella consapevolezza che le pratiche di innovazione sociale sono perfettamente in linea con gli assi già individuati ‘Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura’ e ‘Inclusione sociale’, dove si prevede di valorizzare il potenziale di impresa delle economie dei servizi alla persona e alla famiglia, dei servizi di comunità e di territorio, qualificando lavoro, processi, tecniche e competenze del terzo settore e dell’impresa sociale. Il Piano metropolitano per l’economia sociale di Torino 2030 contribuisce non solo a ridurre la frammentazione territoriale tipica della Città metropolitana di Torino, ma è il nostro strumento per innescare un cambiamento sistemico e contribuire a realizzare un modello di sviluppo che valorizzi il saper fare impresa in modo responsabile e innovativo, creando valore per sé e per la collettività: questo è soltanto il punto di partenza da cui far discendere una serie di azioni per implementare competenze e innovazioni, poiché il compito delle istituzioni è quello di creare le condizioni abilitanti per favorire un modello economico alternativo e avanzato”.
“La sinergia che ha visto la Camera di commercio e la Città Metropolitana di Torino, nella cornice di Torino Social Impact, lavorare insieme al Piano metropolitano per l’economia sociale di Torino 2030 ha trovato un territorio già strutturato per affrontare questi temi.
Risalgono al 2005 l’impegno dell’ente camerale per l’imprenditorialità sociale e l’avvio del dialogo con le organizzazioni dell’area metropolitana torinese, con la creazione prima di un Osservatorio sull’economia civile e poi di un Comitato per l’Imprenditorialità Sociale, che ha generato nel 2017 Torino Social Impact, una piattaforma progettuale più ampia: iniziale sperimentazione di 12 soggetti promotori, in pochi anni ha raggiunto 400 partner del settore pubblico, privato, profit, non profit, della ricerca, della finanza e della filantropia.
Il Piano si pone in continuità con questo percorso, nella prospettiva di completare il lavoro di rafforzamento e promozione dell’ecosistema portato avanti in questi anni con una strategia istituzionale di politica territoriale. La stesura del documento deriva da un processo partecipativo che ha previsto interviste agli stakeholder, un evento ed una consultazione online aperta a tutti, ed è frutto di un ecosistema collaborativo capace di generare impatti positivi diffusi” ha commentato Guido Bolatto, Segretario Generale della Camera di commercio di Torino.
Mario Calderini, professore del Politecnico di Milano e portavoce di Torino Social Impact: “Tre elementi sono al centro della visione del Piano. Innanzitutto, l’integrazione dell’economia sociale nelle politiche di sviluppo e crescita del territorio, rafforzando le competenze dei protagonisti dell’economia sociale, la loro strutturazione finanziaria,
l’intensità tecnologica, il posizionamento e la capacità di interazione con i mercati. Il secondo tema è la centralità della partnership multiattore, favorendo processi di innovazione aperta, puntando al dialogo tra profit e non profit, attivando e attraendo investimenti privati e l’utilizzo di tecnologie avanzate per facilitare lo sviluppo di opportunità imprenditoriali innovative. Il terzo pilastro è il ricambio generazionale, con la centralità dei giovani nel disegno dell’economia futura. In questo senso, il Piano è disegnato attorno all’idea che i giovani possano essere protagonisti di un nuovo modello di economia sociale di mercato”.
Il contesto: i dati dell’economia sociale territoriale
La Città metropolitana di Torino si configura come un polo centrale per l’economia sociale in Piemonte, accogliendo circa 4.900 organizzazioni a impatto sociale. Questo ecosistema comprende diverse tipologie di realtà, dalle imprese sociali alle cooperative sociali, passando per le associazioni di promozione sociale, le organizzazioni di volontariato, altri enti del Terzo settore (comprese le Società di Mutuo Soccorso), Società Benefit e altre forme ibride orientate all’innovazione sociale.
Tra queste, le Cooperative sociali della città metropolitana sono 448, il 47% del totale piemontese. Queste cooperative continuano a rappresentare un motore economico significativo con un fatturato complessivo stimato di circa 1,8 miliardi di euro nel 2020, di cui il 63% prodotto nella città metropolitana.
Imprese sociali: Torino ospita circa 91 imprese sociali, equivalenti al 49% delle 131 regionali, un settore in crescita con un incremento significativo rispetto al passato. Le imprese sociali rappresentano lo 0,3% del tessuto imprenditoriale torinese/ piemontese.
Si contano poi 2187 Associazioni di Promozione Sociale (APS), in continua crescita, segno di un crescente interesse per il volontariato organizzato e le attività di promozione sociale.
Le Organizzazioni di volontariato (ODV) contano oltre 1360 realtà, di cui Torino rappresenta più del 40% di quelle presenti in Piemonte.
Startup a vocazione sociale (SIAVS): nel campo delle nuove imprese a impatto sociale Torino ospita 27 SIAVS con una forte concentrazione del totale regionale, segno di un ecosistema favorevole all’innovazione sociale.
Società Benefit: Sempre nell’ambito delle nuove imprese ibride a vocazione sociale, nella città metropolitana si trovano 232 delle 353 Società Benefit piemontesi (66%), chiaro indicatore dell’interesse crescente per modelli imprenditoriali innovativi e sostenibili.
Fonte: Euricse, 2024; Osservatorio sull’imprenditorialità sociale, 2023; Runts, 2025; Osservatorio Società Benefit, I trimestre 2025.
Il contesto internazionale e nazionale
Occupazione, competenze e riduzione della povertà entro il 2030: già nel 2017 Parlamento Europeo, Consiglio e Commissione inserivano questi principi nel Pilastro europeo dei diritti sociali. A seguire nel 2021 la Commissione ha adottato un Piano di Azione per l’Economia Sociale, con misure concrete da attuare sia a livello nazionale sia europeo, che ha portato nel novembre 2023 all’approvazione della Raccomandazione del Consiglio dell’UE agli Stati membri per lo sviluppo delle condizioni quadro dell’economia sociale.
Sia il Piano sia la Raccomandazione evidenziano il ruolo strategico dei livelli locali, dal momento che i soggetti dell’economia sociale sono fortemente radicati sul territorio, servono la comunità in cui si trovano e operano generalmente con un’impostazione dal basso.
Nel mese di maggio 2024 presso il Ministero economia e finanze è stato, inoltre, avviato un gruppo di lavoro: “Economia sociale” coordinato dalla sottosegretaria Onorevole Lucia Albano con l’obiettivo di dare seguito alla Raccomandazione del Consiglio UE.
L’ecosistema torinese è stato coinvolto nei tavoli di consultazione ministeriali, in quanto modello virtuoso di promozione dell’economia sociale nello scenario del sistema camerale nazionale.
Il Piano: processo di realizzazione e Visione
Il Piano metropolitano economia sociale poggia le sue basi sui Piani strategici dei due enti promotori (Piano Strategico Metropolitano 2024-2026 di CmTo, Piano Strategico Pluriennale 2020-2024 della Camera di commercio): la promozione di un modello di sviluppo economico ad impatto sociale occupa un posto di rilievo all’interno nei due documenti citati.
La stesura del documento, che deriva da un accordo del luglio 2024 tra Camera di commercio e Città metropolitana di Torino, è il risultato di un processo partecipativo che ha previsto interviste agli stakeholder, un evento in Città metropolitana ed una consultazione online aperta a tutti, e testimonia l’attivazione di un ecosistema collaborativo capace di generare impatti positivi diffusi.
Il piano ha individuato una serie di azioni e strumenti che saranno alla base di un programma collaborativo, per favorire al massimo il perseguimento di obiettivi di sviluppo economico associati a obiettivi di coesione e inclusione sociale, coinvolgendo l’intero ecosistema pubblico-privato profit e non profit.
Gli obiettivi sono puntuali e ripartiti in sei macro-temi: governance e partnership, social procurement, finanza a impatto sociale, formazione continua/sviluppo di competenze/giovani, connessioni fisiche, digitali e innovazione tecnologica, inclusione sociale e lavorativa.