Il 15 aprile 2025 alla GAM – GALLERIA CIVICA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA – è stata presentata alla Stampa la nuova stagione espositiva con l’avvio della SECONDA RISONANZA dedicata ai temi di ritmo, struttura e segno, che comprende 4 mostre:
- FAUSTO MELOTTI Lasciatemi divertire!
- ALICE CATTANEO Dove lo spazio chiama il segno
- GIOSETTA FIORONI Mostra a cura di Elena Volpado
- L’INTRUSO Chiara Lee e freddie Murphy
Per il pubblico dal 16 aprile al 7 settembre 2025

Massimo Broccio presidente della Fondazione Torino Musei ha fatto gli onori di casa.

Con l’avvio della direzione artistica di Chiara Bertola, la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino – inaugura un nuovo modello di programmazione culturale strutturato in due stagioni annuali, intitolate RISONANZE. Ogni stagione affronta temi specifici che fungono da filo conduttore per una rilettura dinamica della Collezione e si declinano in mostre, progetti interdisciplinari e interventi site-specific, generando un dialogo continuo tra le opere, gli spazi e il pubblico.
Dopo una prima stagione dedicata a luce, colore e tempo, dal 16 aprile 2025 si apre la SECONDA RISONANZA, incentrata sui concetti di ritmo, struttura e segno. Un’esplorazione profonda e articolata che coinvolge tutti gli ambienti del museo, dalle sale principali fino agli spazi più nascosti, trasformandoli in punti d’incontro tra eredità storica e sperimentazione contemporanea.
Le mostre

Ad aprire la stagione, due mostre personali molto attese. La prima è “Fausto Melotti. Lasciatemi divertire!”, una grande retrospettiva a cura di Chiara Bertola e Fabio Cafagna,
che rende omaggio a uno dei maestri più raffinati del Novecento italiano. A cinquantatré anni dalla storica mostra del 1972, la GAM accoglie oltre centocinquanta opere dell’artista, dagli esordi astratti degli anni Trenta fino alle celebri sculture poetiche della maturità, come: “Modulazione ascendente” (1977), collocata nel giardino del museo. Il titolo dell’esposizione prende spunto da una frase dello stesso Melotti, che ben esprime il suo approccio giocoso e sperimentale alla pratica artistica.

La seconda mostra, “Dove lo spazio chiama il segno”, di Alice Cattaneo e curata da Giovanni Giacomo Paolin,
ripercorre il lavoro dell’artista milanese in un dialogo continuo tra materia e forma, trasformazione e intuizione. Il titolo nasce da un aneddoto personale: un maestro vetraio di Murano, indicando dove tagliare un materiale, le suggerì di intitolarla: “Dove chiama il materiale”. Una frase che diventa metafora del processo artistico stesso, basato sull’ascolto sensibile della materia e sul tempo necessario per comprenderla.

La Videoteca della GAM ospita invece una retrospettiva dedicata ai film di Giosetta Fioroni, a cura di Elena Volpato.
L’esposizione presenta quattro opere realizzate nel 1967 – “Coppie”, “Gioco”, “Goffredo” e “Solitudine femminile” – che raccontano una fase poco nota ma centrale nella ricerca dell’artista, in cui cinema e pittura si contaminano. Le pellicole originali in 8 mm sono custodite proprio dalla Videoteca, a cui l’artista le donò nel 1999.

nCome già avvenuto nella: “Prima Risonanza”, anche in questa nuova stagione non mancano gli “intrusi”, interventi trasversali pensati per attivare letture inaspettate. I sound artist Chiara Lee e Freddie Murphy, in collaborazione con il MAO – Museo d’Arte Orientale di Torino, hanno invitato l’artista sakha Aldana Duoraan a realizzare un’opera sonora site-specific. Il risultato è un’installazione immersiva che trasforma gli interstizi delle scale del museo in un vero e proprio strumento musicale.
Le Collezioni e il Deposito Vivente

Oltre alle esposizioni temporanee, la ” SECONDA RISONANZA” propone anche un nuovo allestimento delle Collezioni permanenti al primo piano del museo. Otto sale raccontano il legame profondo tra arte e natura, tra astrazione e ritmo vitale, accostando opere delle avanguardie del Novecento a ricerche contemporanee. Il percorso mette in evidenza fenomeni come la propagazione, la crescita, la ripetizione: schemi che si ritrovano tanto nella biologia quanto nella creazione artistica.
Restano inoltre visitabili le sezioni inaugurate a ottobre e il suggestivo: “Deposito Vivente”, un progetto che apre al pubblico una parte normalmente nascosta del museo: il deposito stesso, concepito come spazio espositivo in costante trasformazione.
Maggiori informazioni sul sito della GAM – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino