Arte e potere nella Genova dei Dogi

Il 9 aprile nella Sala Diana della Reggia di Venaria Reale è stata presentata alla Stampa la bellissima mostra “Magnifiche collezioni . Arte e potere nella Genova dei Dogi”.

Un imperdibile viaggio tra i capolavori pittorici di RubensVan DyckGentileschiReni e molti altri, ma anche sculture, argenti e arredi del Sei e Settecento provenienti da straordinarie raccolte d’arte di importanti famiglie del patriziato genovese, che racconta il secolo d’oro di Genova “la Superba”, antica repubblica retta dai dogi, teatro del barocco con la sua regalità e fasto.

Hanno partecipto a questo evento :

Michele Briamonte , Presidente Consorzio Residenze Reali Sabaude

Chiara Teolato, Direttrice Generale Consorzio Residenze Reali Sabaude

Alessandra Guerrini, Direttrice Musei Nazionali di Genova

 

Gianluca Zanelli, curatore della Mostra

Andrea Merlotti, curatore della Mostra

Federico Mollicone, Membro della Camera dei deputati per gli Affari Interni e Territoriali della Repubblica Italiana

Fabio Giulivi, Sindaco di Venaria Reale

Questa mostra, aperta al pubblico dal  10 aprile  fino al 7 settembre 2025. ,è stata allestita nelle Sale delle Arti e realizzata dal Consorzio delle Residenze Reali Sabaude in collaborazione con i Musei Nazionali di Genova – Palazzo Spinola e Galleria Nazionale della Liguria.

In collaborazione con Musei Nazionali di Genova – Palazzo Spinola e Galleria Nazionale della Liguria.

 A cura di

Gianluca Zanelli, Marie Luce Repetto Musei Nazionali di Genova

Andrea Merlotti, Clara Goria Consorzio delle Residenze Reali Sabaude

Segreteria scientifica: Donatella Zanardo

Progetto di allestimento: Loredana Iacopino Architettura

Progetto grafico e immagine coordinata: Leandro Agostini, Gianluca Negro (layout)

Catalogo: SAGEP Editori, Genova

Supporti per l’accessibilità e l’inclusione

Fondazione Paideia

Tactile Vision Lab s.r.l.

in collaborazione con

Istituto dei Sordi di Torino

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – ETS – APS Sezione territoriale di Torino

Le straordinarie raccolte d’arte di alcune delle più importanti famiglie del patriziato genovese (i Pallavicino, i Doria, gli Spinola, i Balbi) conservate a Palazzo Spinola di Pellicceria, giungono alla Reggia di Venaria insieme alle più recenti acquisizioni dei Musei Nazionali di Genova con prestiti da altri musei e collezioni private.

Un patrimonio unico di arte e storia che annovera celebri dipinti di Peter Paul Rubens, Antoon Van Dyck, Orazio Gentileschi, Guido Reni, Carlo Maratti, Luca Giordano e poi ancora Hyacinthe Rigaud e Angelica Kauffman, oltre ai maestri della grande scuola figurativa genovese come Bernardo Strozzi, Domenico Piola, Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto e Gregorio De Ferrari.

 

Attraverso un centinaio di opere tra dipinti, sculture, argenti e arredi del Sei e Settecento, si propone non solo un percorso espositivo riferito alle raccolte del palazzo poi divenuto museo, ma anche il racconto del secolo d’oro di Genova “la Superba”, teatro del barocco, antica repubblica retta dai dogi, con la sua regalità e fasto.

La mostra, a cura di Gianluca Zanelli, Marie Luce Repetto, Andrea Merlotti, Clara Goria, continua il grande filone dedicato alla storia, all’arte, alla cultura e alla magnificenza delle corti – di cui la Venaria Reale è stata esempio paradigmatico –, inaugurato dalla riapertura della Reggia e proseguito negli anni.

PALAZZO SPINOLA DI PELLICCERIA: 100 PRESTIGIOSE OPERE PER LA VENARIA REALE

Palazzo Spinola di Pellicceria di Genova ha visto avvicendarsi, dalla fine del Cinquecento all’Ottocento, le più grandi famiglie del patriziato genovese che contrassegnarono la vita politica della Repubblica con dogi, senatori e cardinali: i Pallavicino, i Doria, gli Spinola e i Balbi.

Nel tempo sono cresciute straordinarie collezioni di opere tramite acquisizioni dirette, legami matrimoniali e passaggi ereditari. Un patrimonio unico di arte e storia per una superba residenza situata nel centro storico, descritta ne I palazzi di Genova di Peter Paul Rubens, il celebre libro illustrato pubblicato nel 1622, e già inserita dalla fine del Cinquecento nel sistema dei Rolli, le liste delle più rappresentative dimore storiche genovesi destinate a ospitare alte personalità e ambasciatori in visita di Stato (Patrimonio Unesco nel 2006); uno dei palazzi che contribuiva a fare di Genova una “reggia repubblicana”, secondo la felice espressione di Ennio Poleggi. La residenza, in seguito, è divenuta sede di un museo nazionale: dal 1958, con la donazione degli Spinola allo Stato italiano del palazzo e delle sue collezioni, nasce infatti la Galleria Nazionale di Palazzo Spinola. Nel 1993 apre invece, assecondando i suggerimenti che i marchesi stessi avevano avanzato nell’atto di donazione, la Galleria Nazionale della Liguria, “contenitore” di tutte le acquisizioni statali effettuate fin dal 1954 e destinate alla Liguria. Una raccolta dinamica e in continuo accrescimento grazie al sostegno del Ministero della Cultura ma anche di privati che, con generose donazioni e legati, tuttora contribuiscono ad incrementare le collezioni, restituendo le opere alla pubblica fruizione.

In occasione della mostra, dalle collezioni storiche di Palazzo Spinola e della Galleria Nazionale della Liguria giungono alla Reggia di Venaria un centinaio di importanti opere rappresentative della raccolta.

LA MOSTRA

Con la mostra: “Magnifiche collezioni. Arte e potere nella Genova dei Dogi” il viaggio nella Reggia di Venaria nei tanti aspetti delle regalità italiane intese in senso ampio giunge quest’anno nella Superba, appellativo con cui era nota Genova.

Una Repubblica con a capo un duca: il doge. Un sovrano eletto dal patriziato genovese e che, dal 1528, restava in carica due anni. Le famiglie si contendevano l’elezione, gareggiando per sfarzo e prestigio. Da ciò grandezza e ricchezza delle loro collezioni, degne delle maggiori casate principesche d’Europa e vere protagoniste dell’esposizione.

Attraverso una selezione di dipinti, sculture, bronzi, argenti da parata e arredi del Sei e del Settecento, si propone un percorso espositivo, suddiviso in sei sezioni, dedicato al racconto del secolo d’oro di “Genova pittrice”, teatro del barocco e officina di una grande scuola pittorica.

Spetta a Rubens e a Van Dyck ritrarre l’alta aristocrazia genovese alla stregua di grandi sovrani.

Del fasto e intelligenza del collezionismo è principe Giovan Carlo Doria, colto mecenate, dipinto da Rubens nello straordinario Ritratto equestre del 1607-1708, da cui prende avvio la mostra.

Genova è crocevia di opere e artisti stranieri – su tutti i fiamminghi – e approdo di pittori toscani e lombardi come Giulio Cesare Procaccini. In questo vivo e variegato panorama si sviluppa nel Seicento la grande scuola figurativa genovese. Tra i protagonisti di: “Genova pittrice” sono Giovanni Battista Paggi, Domenico Fiasella, Bernardo Strozzi, Gioacchino Assereto, Giovanni Battista Carlone, Domenico Piola, impegnati in commissioni per chiese e palazzi in città, e Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto, presente in mostra con un importante numero di tele espressive del suo personale percorso tra Genova e Roma. E poi, Gregorio de Ferrari, interprete della grande decorazione barocca, Bartolomeo Guidobono, attivo tra Genova e la corte di Torino, e Giovanni Battista Gaulli, detto il Baciccio, il Bernini in pittura, romano d’adozione. A ricomporre queste magnifiche raccolte sono le sculture di Pietro Tacca, i dipinti di Guido Reni, Orazio Gentileschi, Carlo Maratti, Luca Giordano e poi ancora Hyacinthe Rigaud, Angelica Kauffman e Anton Von Maron, fino al tramonto della Repubblica.

Sono giunte opere in prestito anche da altri musei, enti e collezioni private per ricostruire vicende collezionistiche intrecciate con la storia della dimora di Pellicceria, che nel corso del tempo hanno portato a dispersioni e vendite, come nel caso delle collezioni Balbi, Durazzo e Cattaneo Adorno, in epoche successive arrivate in parte anche nei musei torinesi.

La mostra è suddivisa in 6 sezioni :

 

  • Nei Carucci di Genova. La collezioni Giovan Carlo Doria

  • Una collezione Dogale del seicento: Agostino Pallavicino e suo figlio Ansaldo

  • Mode e Modi. Roma e l’Europa a Genova

 

  • Una collezione Dogale nel settecento. La Quadreria di Costantino Balbi.

  • Antiche collezioni e Musei Moderni : La Nuova Frontiera del Collezionismo

  • Epilogo

La mostra è alla portata di tutti come dimostrano sia i pannelli in braille, sia i QR code che i piccoli schermi touch descrittivi delle opere.                                                                                                                                                                               

BIGLIETTI PER LA MOSTRA

Tutto in una Reggia (Reggia+Mostra): 20€

Intero: 12€

Ridotto: 10€

Ridotto ragazzi: 6€

Scuole: 3€

Per altre informazioni

lavenaria.it – residenzerealisabaude.com