Il 6 Marzo 2025 al Museo del Risorgimento italiano di Torino è stata presentata alla Stampa la mostra fotografica: “Professional Dreams the photographer’s eye, psychologist’s gaze” (Sogni professionali l’occhio del fotografo, lo sguardo dello psicologo).

 

Nata da un progetto che ha visto la collaborazione tra i fotografi Tiziana e Giovanni Baldizzone e la psicologa, , la mostra è curata da India Dhargalkar e racconta, attraverso i 94 scatti e testi di analisi psicologica, il percorso di 15 donne che, con tenacia e coraggio, hanno manifestato il proprio talento e le proprie aspirazioni intime anche attraverso una trasformazione radicale delle proprie scelte di vita.

Il progetto: “Professional Dreams” , di cui la mostra a Torino al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano è la prima tappa, è stato il patrocinio della Fondazione Marisa Bellisario.

Per la realizzazione della mostra gli sponsor Fineco e Main collaborano con il  Consiglio Regionale del Piemonte -Consulta delle Elette e della Camera di Commercio di Torino -comitato per l’imprenditoria femminile, mentre il suo patrocinio è stato assegnato alla città di Torino e all’ordine degli Psicolgi  del  Piemonte e dello IUSTO- Rebaudengo Università Pontificia salesiana di Torino.

Fotografi indipendenti che si dividono tra Parigi e Torino, Tiziana e Gianni Baldizzone hanno esposto in Europa,  in Giappone, negli Stati Uniti e da trent’anni si i concentrano su progetti fotografici pluriennali di ricerca e approfondimento sulla condizione umana. “Professional Dreams” progetto in progress , approda al Museo Nazionale del Risorgimento italiano dopo quattro anni di ricerca e lavoro sul campo in collaborazione con Remigia Spagnolo, psicologa, autrice e docente, che si è concentrata nel corso della sua carriera sul tema del sogno professionale.

 

Siamo lieti di ospitare al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano la mostra fotografica: “Professional Dreams”, un progetto che parla di coraggio, trasformazione e autodeterminazione femminile. Il nostro Museo, che narra nella sua sale le storie di chi ha realizzato il sogno di unità e indipendenza del paese, trova in questa esposizione un’importante occasione per proseguire e utilizzare la riflessione sul valore dell’impegno personale. Le fotografie di Tiziana e Giovanni Baldizzone accompagnate dai testi di Remigia Spagnolo ,rappresentano una testimonianza viva di come il sogno, inteso come ricerca interiore e affermazione della propria identità, possono essere motore di cambiamento di evoluzione. In un momento in cui il ruolo della donna nella società e nel mondo del lavoro continua a essere oggetto di dibattito e trasformazione questa mostra assume un valore significativo”, hanno dichiarato la presidente del Museo Nazionale Luisa Papotti e il direttore Alessandro Bollo.

Per quattro anni abbiamo lavorato insieme in una stretta commistione delle nostre rispettive discipline e in una continua interazione tra i nostri linguaggi e le nostre rispettive visioni. Da questa collaborazione è nata l’impostazione della mostra. Abbiamo scelto una narrazione non tradizionale nel concetto, che unisce fotografia e psicologia, nei contenuti, che affrontano il tema della valorizzazione del ruolo e nei talenti familiari, entrando nella sfera intima delle aspirazioni interiori; e nella forma, che esplora il tema del sogno attraverso un binomio inedito: l’Occhio del fotografo e lo Sguardo dello psicologo. Il dialogo tra fotografia e psicologia e riproposto anche nell’allestimento del percorso espositivo in cui i due linguaggi, fotografico e psicologico si sviluppano in parallelo sui piani diversi proponendo un doppio punto di vista sul sogno professionale della protagonista della mostra”,  hanno spiegato i fotografi Tiziana e Gianni Baldizzoni e la psicologa e Remigia Spagnolo.

Questa mostra sulle donne e i loro sogni professionali riunisce in una nuova prospettiva artistica, fotografie di analisi psicologica facendole interagire tra loro. Fotografie che vanno al di là della fotografia documentaria per entrare nella sfera della ambizioni interiori e interrogarsi sul significato del sogno messo in luce dall’analisi psicologica del percorso professionale di ciascuna donna, analizzato da Remigia Spagnolo.  Uno sguardo nuovo sulla valutazione del ruolo della donna sulle sue aspirazioni intime e sulla ricerca del benessere psicologico attraverso la realizzazione di un sogno professionale” ha dichiarato la curatrice della mostra India Dhargalkar.

Gli scatti dei Baldizzone, anche attraverso la scelta del colore o del bianco e nero cercano nella realtà le tracce del sogno che era dentro la scelta di una particolare carriera e fanno emergere una rappresentazione visiva del sogno professionale e della sua realizzazione nella quotidianità di un’arte, di un mestiere, di una professione. I commenti psicologici di Spagnolo accompagnano il visitatore alla scoperta di simboli, archetipi, sentimenti, emozioni, sensazioni e valori che plasmano il sogno, anche laddove il soggetto non è consapevole.

Dall’interazione tra fotografie e testi emergono i percorsi personali di donne, di paesi e background diversi, che hanno affrontato battaglie anche dure e pregiudizi , pur di perseguire le proprie aspirazioni e liberare le proprie potenzialità non tanto dall’ottica di far carriera, ricoprire posizioni di alto livello o avere successo, ma più per sviluppare la propria personalità e dare concretezza delle proprie ambizioni.

Sulla locandina della mostra è ritratta l’astrofisica Patrizia Caraveo, accanto allo storico telescopio dell’ Osservatorio di Brera. Caraveo voleva fare l’egittologa, ma è finita a studiare le pulsar, definite le . mummie di stelle.

Tra le protagoniste della mostra ci sono Riccarda De Eccher, che negli anni 70 ha contribuito ad aprire una via all’alpinismo femminile in alta quota e oggi dipinge ad acquerello  solo Dolomite; Deborah Rizzetto, orafa  di formazione che ritrova se stessa tra le arnie e le api regine geneticamente selezionate per resistere e cambiamenti climatici. E poi ancora Lucie Branco, che con le discriminazione di genere è diventata la prima donna scalpellina ammessa nei Compagnone du  Devoir  de France, istituzione francese preclusa al genere femminile fino al 2004 e ed Eriko Horiki ex impiegato di banca che si è lanciata ad impulso nel mondo chiuso delle fabbriche dei washi, le carte giapponesi, fatte a mano, salvando questa tradizione millenaria e trasformandola in un artigianato desueto in arte e design, Elisabetta Ajani, scenografa.

L’8 marzo, in occasione della festa della donna, il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano sarà aperto gratuitamente per tutte le donne.

Alcune delle protagoniste degli scatti incontreranno il pubblico al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano nel corso del: Ciclo “L’occhio del fotografo, sguardo dello psicologo”.

“Conversazioni sul sogno professionale” a partire dal 12 Marzo con la campionessa paralimpica di tiro con l’arco e chirurgo della mano Elisabetta MiJno  che dialogherà alle 18:00 con Tiziana e Gianni Baldizzone e Remigia Spagnolo. L’incontro si svolge nell’ambito dei Giochi Mondiali Invernali Special Olympics 2025.

Il 9 Aprile alle 18:00 sono attesi al museo Annalisa Buffo neuroscienziata e l’alpinista e artista Riccarda  De Eccher. Il 13 maggio alle 18:00 i fotografi Baldizzone e Remigia Spagnolo terrano incontro sui temi sulla mostra mentre a chiudere il ciclo saranno l’11 giugno alle 18 l’astrofisica Patrizia Caraveo e l’imprenditrice  Advisor Helen Nonni.

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