Venerdì 21 giugno 2024 è stato presentato l’allestimento di un’importante testimonianza storica artistica : il Mosaico di San Salvatore, realizzato tra il 1170 e il 1190. Si tratta di un’opera preziosa e unica che unisce e rappresenta due grandi temi dell’immagginario medievale: la mappa del mondo e la ruota della fortuna che è in grado di determinare il destino degli uomini.

Nel 1909 in occasione di lavori di manutenzione, vennero alla luce i resti della Chiesa di San Salvatore demolita alla fine del ‘400 per far spazio alla costruzione del Duomo nuovo. Nella zona della antico presbiterio, Affiorò una parte del mosaico che ne decora il  pavimento, che fu staccato e depositato al Museo Civico della città.

Nuovi scavi archeologici tra il 1996 e il 2000 permisero di approfondire gli studi sul ritrovamento. Fondata e alla fine del 300 d.C. e ricostruita nei primi decenni dell’anno 1000, San Salvatore era un’antica basilica a tre navate divisa da pilastri, coperti da un tetto a capriate.

I complementi decorativi dell’architettura, le pitture, le sculture e i mosaici della delle chiese cristiane medievali avevo un alto valore simbolico finalizzato ad istruire e ad ammonire i fedeli. Il mosaico veniva scelto per decorare i pavimenti. Nella nostra regione apparve prima il disegno in bianco e nero ispirato all’antichità classica a cui successivamente subentrò il gusto per il colore.

Secondo le conoscenze geografiche dell’epoca medievale, il mondo era delimitato dal grande cerchio dello dell’Oceano, diviso in tre continenti Europa ,Asia e Africa separati dal Mar Mediterraneo e dei fiumi Don e Lino. Tutto intorno e oltre l’oceano, speravano i Venti.

Il meraviglioso mosaico, ora allestito e ben visibile presso il Museo Diocesano di Torino, mostra come una mappa, il cerchio dell’acqua che delimita il mondo, simboleggiato dalla dal cornice con il motivo decorativo a onde. Ai quattro angoli corrispondenti ai punti cardinali sono le immagini simboliche dei dodici Venti, purtroppo ora in gran parte perdute.

All’interno delle  geometrie circolari si trovano animali e figure fantastiche che alludono alle diverse regioni della Terra e ai suoi abitanti: grifoni ,gru, leoni, una sirena, un elefante e un bufalo.

Al centro del mosaico è la Fortuna – figura femminile dai lunghi capelli, con il manto chiuso da un fermaglio-capace di determinare l’assenza e la caduta dei  viventi, la buona e una cattiva sorte. La ricca e articolata rappresentazione  è preceduta da una iscrizione rivolta a coloro che salivano all’altare: si tratta di un invito a riflettere sulla transitorietà nella vita e delle vicende umane, e sulla natura incontrollabile del destino.

Roberto Repole arcivescovo di Torino dichiara:” il recupero di questo prezioso mosaico ci aiuta a cogliere, ancora una volta, la profondità delle radici storiche di Torino e della Chiesa torinese. Il mosaico fungeva da pavimento per il presbiterio della basilica di San Salvatore e, come gran parte delle opere e  degli apparati decorativi che troviamo nella nelle chiese antiche, tendeva a portare un messaggio forte: la caducità delle nostre vite dei nostri pensieri nelle nostre opere materiali. È un messaggio universale, perché l’arte ha la forza di parlare al cuore degli uomini di ogni tempo. Sono molto grato a quanti si sono adoperati a vario titolo, per recuperare e rendere fruibile questo patrimonio comune della comunità cristiana e dell’intera città”.

Mario Turetta, segretario generale del ministero della cultura e direttore evocante dei Musei Reali di Torino sostiene:”I Musei Reali sono lieti che attraverso una significativa azione armonica tra enti e in realtà imprenditorialità, il Mosaico dell’antica chiesa di San Salvatore sia tornato a essere fruibile per l’intera comunità. La sua esposizione nel percorso di visita del Museo Diocesano visibile anche nell’area archeologica della basilica paleocristiana dalla quale proviene va ad arricchire l’offerta culturale avviata due mesi fa in occasione del trecentesimo anniversario del museo dell’antichità con l’apertura al pubblico dell’area archeologica annessa al teatro romano parte integrante e musei reali.

L’itnerario che si snoda nella vasta area della basilica e del decumano romano, strettamente collegato alla sezione museale dedicata all’archeologia a Torino, è una straordinaria esplorazione diacronica della storia della città alla quale oggi si aggiunge un fondamentale tassello di conoscenza grazie alla alla restituzione pubblica.”

Licia Mattioli presidente della Consulta di Torino afferma : “Volentieri abbiamo risposto insieme al Socio Reale Mutua che ringrazio, alla richiesta di intervenire sul sul prezioso Mosaico di San Salvatore, una straordinaria porzione della storia più antica della nostra Città, che ha trovato ottima collocazione al Museo Diocesano finalmente riaperto e restituito alla pubblica fruibilità. Si tratta di una delle diverse discipline della “sussidiarietà” della Consulta, relazioni virtuose con il territorio e la comunità, l’essere pronto a intervenire in collaborazione con gli altri Enti preposti alla tutela e alla ed a rispondere alle esigenze di valorizzazione del nostro importante patrimonio storico artistico.”

Luigi Lana Presiente di Reale Mutua ha dichiarato : “Siamo orgogliosi di aver contribuito alla valorizzazione di un’opera così significativa come il Mosaico di San Salvatore. Questo progetto riflette il nostro impegno nel preservare e promuovere il patrimonio storico-artistico del nostro territorio. Collaborare con Consulta, con gli enti preposti alla tutela del patrimonio culturale è parte integrante della nostra missione di sostenere la comunità e la cultura. Siamo convinti che la protezione e la salvaguardia della nostra delle nostre radici storiche siano fondamentali per costruire un futuro sostenibile e condiviso. Insieme, possiamo fare la differenza e generare impatti positivi e misurabili.”