Il 27 febbraio 2024 nel bellissimo Palazzo Birago, sede costituzionale della Camera di Commercio di Torino, è stata presentato alla stampa “Natimortalità delle imprese Torino”; cioè una fotografia come, andata l’imprenditoria nel 2023, con un focus specifico sui diversi settori economici, sulle categorie di imprese (straniere, femminili, ecc.) e un monitoraggio sull’andamento degli ultimi 10 anni.

Dario Gallina, Presidente della Camera di commercio Torino, ha detto:“Per il 2023 registriamo un tasso di crescita imprenditoriale ancora positivo, anche se le nuove iscrizioni sono al livello minimo mai registrato negli ultimi 15 anni. Continua la crisi del commercio e la contrazione dell’industria tradizionale, ma si conferma, anche guardando i dati degli ultimi 10 anni, la progressiva virata del tessuto torinese verso i settori dei servizi – commenta – Preoccupa il marcato calo delle imprese giovanili: ricordo che per chi vuole aprire un’impresa sono numerosi i servizi di consulenza offerti dall’ente camerale, tutti rigorosamente gratuiti”.

Alberta Coccimiglio – Settore Studi e Statistica aveva spiegato al dettaglio la fotografia delle imprese torinese nel 2023.

Nel 2023 le imprese nate sono state più numerose di quelle cessate: questo ha permesso di mantenere una dinamica positiva, anche se il numero delle nuove iscrizioni (12.473) ha raggiunto il valore più basso degli ultimi 15 anni (escludendo l’anno anomalo 2020). Le cessazioni risultano in ripresa, ma fortunatamente non sono ancora tornate ai livelli pre-pandemici.

Il tasso di crescita del tessuto imprenditoriale torinese si conferma positivo per il quinto anno consecutivo (0,45%), benché ridimensionato rispetto al biennio precedente e collocato a cavallo fra il tasso di crescita regionale (0,19%) e quello italiano (0,70%). A livello piemontese, Torino è l’unica provincia insieme a Novara (0,39%) a chiudere l’anno con un tasso di crescita positivo.

Come già accaduto in passato, la presenza di una natalità più vivace rispetto alla mortalità non è stata sufficiente a sostenere la crescita dello stock di imprese registrate che, con 222.538 sedi d’impresa, registra un lieve decremento (-487 imprese) rispetto al 2022[1].

A livello dimensionale, le microimprese – ossia quelle con meno di 10 addetti –rappresentano oltre il 95% del totale.

A livello geografico i primi 10 comuni per numero di imprese rappresentano da soli il 15% del totale e tutti, tranne Carmagnola, confermano un tasso di crescita positivo: subito dopo Torino, in testa per numerosità di imprese si attesta Moncalieri con 5.288 unità, seguito da Rivoli (4.178), Pinerolo (3.585). A seguire ancora Collegno, Settimo Torinese, Chieri, Nichelino, Ivrea, Carmagnola e Grugliasco.

Dal punto di vista della natura giuridica, se le imprese individuali, nonostante un forte turn over, si mantengono in lieve aumento, a crescere maggiormente sono le società di capitale, che chiudono il 2023 con un +3,33%, segno di un progressivo irrobustimento del sistema imprenditoriale.

Lievemente in aumento rispetto al 2022 il tasso di sopravvivenza medio a distanza di 3 anni dall’iscrizione (dal 71,4% al 71,8%). Questo dato, sempre crescente negli ultimi 10 anni, è coerente con il consolidamento di forme giuridiche più strutturate, come le società di capitale, che, come accennato sopra, bilanciano il forte ricambio che si verifica invece nelle imprese individuali.

Il tasso di sopravvivenza torinese è superiore a quello delle principali città metropolitane: 65,5 a Roma, 70,1 a Milano e 71,2 a Napoli. 

La Torino che cambia (2014- 2023)

Il territorio torinese vive già da tempo un ridimensionamento del proprio tessuto imprenditoriale, con l’eccezione del triennio 2020-2022 quando gli effetti della pandemia hanno prodotto una parziale crescita. Rispetto a dieci anni fa, le imprese registrate hanno subito un decremento del -2,1%, passando dalle 227.208 del 2014 alle attuali 222.538 (-4.670 imprese registrate).

 Anche dal punto di vista della natura giuridica alcuni cambiamenti strutturali sono già in atto da diversi anni, con l’aumento in percentuale delle forme più strutturate. Il nucleo delle imprese individuali, nonostante tassi annuali molto elevati di natalità e mortalità, mantiene stabile il suo peso (oltre il 53%). Per le società di capitale, l’unica forma giuridica in “espansione”, l’incidenza sul totale è salita in dieci anni dal 17% al 23%; le società di persone, invece, hanno ridimensionato la propria presenza dal 27% al 21%.

Parallelamente, un’analisi di più ampio periodo sull’andamento dei vari settori evidenzia come alcune tendenze possano considerarsi ormai consolidate, in particolar modo per i settori dell’agricoltura, dell’industria e del commercio che, nell’ultimo decennio, hanno registrato un significativo ridimensionamento del numero di imprese, a fronte di un contestuale progressivo aumento dei servizi (alla persona e alle imprese), cresciuti negli ultimi 10 anni dell’8,3%.

Nell’ambito dei servizi alla persona (+17,5% in 10 anni) è l’istruzione che mostra il miglior trend (+24,1%) – grazie all’aumento dei corsi sportivi e ricreativi e di formazione culturale – affiancata dalle attività creative, artistiche e di intrattenimento, in particolare con le attività di supporto a manifestazioni e spettacoli, e dall’assistenza sanitaria e sociale – con le strutture di assistenza residenziale per anziani e disabili e i servizi di asilo nido.

Ottima anche la performance dei servizi alle imprese, +5,9% negli ultimi 10 anni e in continuo aumento dal 2017 ad oggi. La variazione positiva è sostenuta dai servizi di supporto alle funzioni d’ufficio, fra i quali le organizzazioni di convegni e fiere, dal settore finanziario – con i servizi dei promotori e mediatori finanziari -, dai servizi come imprese di pulizia e cura e manutenzione del paesaggio e dalle attività professionali, in particolare quelle di consulenza.

Nel settore del turismo si registra l’ottimo trend dei bed & breakfast e affittacamere che in dieci anni raddoppiano la loro consistenza (+102%) a discapito delle strutture alberghiere che diminuiscono del -11,2% lo stock di imprese.

Andamento dei settori nel 2023

Nel 2023 l’andamento delle attività economiche mostra trend disomogenei: crescono i servizi (sia quelli alle imprese sia quelli alle persone) e le attività edili, mentre diminuiscono i restanti settori di attività, come il commercio, l’industria e l’agricoltura. Esattamente la dinamica registrata negli ultimi 10 anni.

  •  Servizi prevalentemente orientati alle imprese (+0,7%; il 26,7%)
  • Commercio (-1,4%; il 23,7%)
  • Costruzioni (+1,0%, il 15,8%)
  • Industria (-1,7%; l’8,8%)
  • Istruzione, Sanità e Servizi pubblici, sociali e personali (+1,1%; il 7,7%)
  •  Servizi di alloggio e ristorazione (-0,9%; il 6,9%)
  • Agricoltura (-1,9%; IL 5,1%)

  Categorie di imprese

Le imprese straniere

  • Continua la fase espansiva delle imprese straniereche anche nel 2023 aumentano la loro consistenza raggiungendo le 038 unità e un tasso di crescita del +3,70%, inferiore però sia al corrispondente dato piemontese (+4,6%), sia a quello italiano (+4,3%).
  • L’incremento delle imprese straniere è trasversale in tutte le attività economiche: il miglior risultato è registrato nel comparto delle costruzioni,che aumentano del +5,5%; a seguire l’industria manifatturiera e i servizi di alloggio e ristorazione.
  • Le imprese artigiane
  • Nel 2023 prosegue, per il terzo anno consecutivo, l’andamento positivo, seppur debole, delle imprese artigiane, che hanno raggiunto quota 892 unità, con tasso di crescita pari al +0,16%.

 Le imprese femminili

  • Sono 439 le imprese femminili torinesi, in riduzione rispetto all’anno precedente, con un tasso di crescita del-0,19%.
  • Rappresentano il 22,2% del tessuto imprenditorialecomplessivo, dato in linea sia con la media nazionale sia con quella piemontese. Nel 15% dei casi si tratta di imprese straniere e nell’11% di imprese “under 35”.
  • Le imprese giovanili
  • Significativa variazione di stock per le imprese giovanili che con -416 unità in un anno arrivano ad essere 939(9,4% del numero di imprese totali).
  • Guardando la distribuzione per settori, nel 2023 i servizi alle imprese (il 25,2%) scavalcano il commercio, dove si concentra il25,1% delle imprese giovanili, cui seguono, a distanza, le costruzioni, con il 15,9%.

Marta Vietti della Camera di Commercio di Torino ha presentato i servizi offerte alle nuove imprese.

Il settore Nuove Imprese della Camera di commercio di Torino si occupa di favorire la nascita di nuove imprese attraverso un sistema integrato di servizi gratuiti finalizzati ad accompagnare l’aspirante imprenditore dall’idea alla realizzazione del progetto imprenditoriale.

Inizialmente si accede ad uno Sportello di primo orientamento dove attraverso un colloquio individuale vengono fornite informazioni su normative di settore, inquadramento giuridico, adempimenti amministrativi e costi legati all’avvio.

Successivamente, a seconda del livello di maturità dell’idea e alle esigenze informative emerse durante il colloquio, si offre la possibilità di accedere a servizi di assistenza specialistica, quali Impresa Informata, per l’approfondimento di alcuni temi specifici del fare impresa; Nilab, il laboratorio dove le idee prendono forma; Futurae, il programma per le imprese migranti; Erasmus per giovani imprenditori, il programma europeo di interscambio.

Particolare attenzione viene posta agli aspetti di natura finanziaria legati all’avvio di impresa e pertanto si realizzano attività di supporto nella ricerca di bandi di finanza agevolata, attività di educazione finanziaria per favorire una maggiore consapevolezza nella relazione banca-impresa o ancora informazioni su strumenti di finanza alternativa come il crowdfunding.

I video-tutorial Si tratta di una collana di video dal titolo “Aprire un’attività: scopri come…”, realizzati con l’obiettivo di fornire chiare e sintetiche indicazioni su come avviare in uno specifico settore di attività, partendo dal racconto dell’esperienza personale di imprenditori che dopo aver usufruito dei servizi camerali sono riusciti a realizzare il proprio sogno imprenditoriale.

10 i video attualmente pubblicati e altri 4 in fase di realizzazione. Tra le esperienze raccontate, il microbirrifico, il laboratorio orafo, il tour operator, la società sportiva, ma anche attività che favoriscono l’eco-sostenibilità, come il negozio di prodotti sfusi e l’attività di treeclimbing o l’innovazione tecnologica, come la start-up innovativa he realizza dispositivi per il controllo ambientale nelle cantine vitivinicole. Gli ultimi realizzati raccontano di una ciclofficina e di un’azienda agricola biologica con mulino.