di Adriana Cesarò
Giovedì 12 ottobre 2023 al Centro Culturale Dar Al Hikma è stato organizzato e proposto dall’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, un incontro aperto al pubblico ed ai giornalisti nell’ambito della formazione ed aggiornamento su un argomento interessante come “Il Linguaggio fiorito“.

L’interessante evento è stato presentato dalla giornalista Franca Giusti.
Gli ospiti che hanno relazionato egregiamente l’argomento sono stati: Younis Tawfik, Marta Berogno, Generoso Urciuoli, Sergio Ferraro, Giovanni Barberi Squarotti, Idris Bergia e Jalila Ferrero.
I relatori hanno esposto il linguaggio dei fiori, la cultura della florografia, genere di comunicazione che si è sviluppata nell’800, in cui gli allestimenti floreali venivano utilizzati per esprimere sensazioni che non potevano essere pronunciate. Una strategia linguistica floreale che ha aiutato ad evidenziare la parte in ombra del vero significato simbolico della flora, risalente già nell’antico Egitto, nel Medioevo e nel Rinascimento, in cui ai fiori si attribuivano significati morali, non espressi vocalmente. Ancora oggi una bella espressione è “Ditelo con i fiori“.

Il benvenuto al folto pubblico presente è stato dato dal Presidente del Centro culturale italo-arabo Dar al Hikma di Torino di via Fiocchetto 15, Younis Tawfik che è un giornalista, scrittore e poeta italiano, originario dell’Iraq. Non ha potuto che ricordare, con attenzione, i momenti difficili che sta vivendo Israele e Palestina.
Una vecchia canzone diceva: “Mettete dei fiori nei vostri cannoni“, Ma ritorniamo al linguaggio fiorito, con la speranza di una veloce pace.

In ogni cultura esistono i messaggi tratti dai fiori, in Egitto con il fiore di loto, l’egittologa Marta Berogno ne ha evidenziato la storia tramite delle immagini, portando il pubblico ad ammirare il simbolico mazzo di fiori, posto nella tomba di Tutankamon, portato e deposto dai suoi dignitari; il fiore di loto è simbolo dell’unione delle terre dell’Alto e Basso Egitto; Calici decorati con fiore di loto usati per vari cerimoniali, il fiore di loto raffigurato aperto e chiuso a rappresentare il ciclo della vita, la perfezione, la purezza; i vasi e piattini decorati di azzurro, come a ricordare il colore del Nilo, che rappresenta come forma il fiore di loto. Moltissimi gli aspeti presentati dall’egittologa Marta Berogno, come la rappresentazione dei centri energetici nel corpo umano ma è anche considerato un fiore sacro, il fiore degli Dei.
“Il linguaggio fiorito” è stato presentato agli ospiti come strategia di comunicazione efficace nella storia e nelle varie culture e in particolare dall’Antico Egitto alla Cina Qing: “Il valore performativo del fiore di loto”.

Una interessante relazione espressa dall’archeologo e scrittore Generoso Urciuoli, che ha subito presentato l’immagine del cesto di frutta, dipinto e realizzato da Caravaggio tra il 1597 e il 1600 e conservato nella Pinacoteca Ambrosiana di Milano. l’elemento di natura morta, composto da frutta e foglie, si possono trovare livelli di lettura: da frutta fresca a quella già bacata dal verme, quindi legata alla trasformazione e simbologia nascosta.
Ma l’archeologo Generoso Urciuoli spazia con le immagini, anche tra i vasi della dinastia Quig, come quello dipinto con fiori rosa, che augura a chi lo riceve, onore e ricchezza e buon augurio per la famiglia. Nei tappeti, dove in centro vengono raffigurati dei fiori, è sinonimo di immortalità.

Sergio Ferraro, presidente di Asproflor, per promuovere il linguaggio fiorito, ha interessato il pubblico con l’albero di Faggio la sua formazione forestale ha ispirato l’Arte Gotica come la Cattedrale di Saint Denis. I fiori di Acanto sono considerati simbolo di verginità e di Resurrezione; infatti, molti capitelli sono stati creati con questo tipo di fiore. Molte rose con cinque petali sono il simbolo della riservatezza, la rosa Damasco è sinonimo di profumi ed oli con un linguaggio di accoglienza.

Giovanni Barberi Squarotti, Professore di Letteratura italiana, esprime il concetto di Dio artista che supera la realtà della natura che plasma l’opera d’arte del Divino con un significato con cui Dio descrive il suo simbolismo della natura, una introduzione importante che il professore spiega, Dio è poeta nell’opera e nella parola. Giovanni Barberi Squarotti, introduce i vari simboli dei fiori nella poesia di Giovanni Pascoli, I temi delle sue poesie sono della natura come quella legata al “Gelsomino notturno”, che simboleggia il tema dell’unione di due sposi e del conseguente germogliare di una nuova vita. Citando poi Francesco Petrarca, il professore, spiega come curava il suo giardino, segnando ogni cosa che realizzava in esso e coniugandolo in poesia.

Idris Bergia, Segretario Generale della Comunità Islamica, ha parlato del Corano e dei suoi Giardini del Paradiso, i sapienti coerenti con la propria religione, spiega che i giardini Islamici non sono ricostruibili per un Paradiso in terra, si può soltanto averlo in modo spirituale. L’importanza dell’acqua nei giardini Islamici che non viene mai sprecata ma riemessa.

Jalila Ferrero, la professoressa ha spiegato la bellezza dei fiori, inserita nel Corano, le Mschee vengono allestite da petali che si ritrovano nei tappeti, come nei profumi del gelsomino che fa del bene all’anima, ed ancora il profumo della rosa esprime intelligenza e purificazione. Si chiude una bellissima esposizione su “Il linguaggio fiorito”, Grazie all’organizzazione della giornalista Franca Giusti.