Il 16 settembre 2023 l’Amministrazione Comunale di Piozzo (CN), in collaborazione con la Donation Lartigue, il Ministére de la Culture (Francia) e la Fondazione Ferrero di Alba, con il contributo di Banca Alpi Marittime, Fondazione CRC e Fondazione CRT, ha presentato  l’ “Indimenticabile Piozzo. Un luogo dell’anima per Jacques Henri e Florette Lartigue“, una mostra diffusa per le strade del centro storico del comune di Piozzo, a cura di Denis Curti, visitabile dal 16 settembre 2023 al 29 settembre 2024.

All’origine di questo progetto espositivo diffuso, che prosegue quello presentato la scorsa primavera presso la Fondazione Ferrero di Alba, dal titolo: “L’invenzione della felicità”, si trova il preciso intento di raccontare per la prima volta il legame tra l’autore francese e il territorio piemontese, offrendo così un punto di vista più intimo e familiare sulla sua produzione.

L’immaginario rassicurante che Jaques Henri Lartigue è riuscito a tratteggiare nell’arco della sua esistenza si contraddistingue quale accogliente bacino emotivo, iconograficamente rappresentativo sia dal punto di vista artistico che umano. Questa svolta esistenziale costella di intima familiarità tutta la produzione autoriale di Lartigue, apparendo particolarmente evidente negli scatti realizzati durante il suo periodo italiano, apice di una maturità professione e di una profonda consapevolezza sentimentale.

Di fatto, le radici narrative legate alla sfera privata del fotografo francese segnano un percorso sensorialmente corposo, animatosi nel cuore delle Langhe e celebrato tra le tortuose vie di Piozzo. È nella città natale della mamma dell’amata Florette – incontrata nel 1942, resterà sua moglie per quasi 50 anni – che l’autore trascorre periodici soggiorni vacanzieri; presso la Casa del Suffragio Lartigue scrive, respira la realtà di paese, si dedica alla pittura e all’ampliamento del suo corpus lavorativo con dolci fotogrammi cittadini.

Ad oggi queste immagini custodiscono i tratti storici di un genius loci contemplativo, capace di estendersi dal privato al collettivo e necessario a instaurare un’ineludibile connessione con la memoria di tutti i cittadini piozzesi.  

Scrive Michele Berra su “La Gazzetta del Popolo” nel luglio del 1977 «L’incontro con il grande fotografo francese lo attendevo da almeno quattro anni, da quando acquistai il suo libro “J.H Lartigue et les femmes” nel quale alcune fotografie erano state scattate, in epoche diverse, a Piozzo, il paesino del Cuneese, in alto sulla riva sinistra del Tanaro, da dove si può ammirare uno dei più suggestivi paesaggi delle Langhe. La casa è in una stradina che porta negli orti appena dietro la confraternita dei Battuti Bianchi, una chiesa in stile barocco piemontese. 

Un attimo dopo Jacques Henri mi stringe la mano. Da pochi giorni ha compiuto 83 anni, ma ne dimostra molti di meno. Sotto una frangetta di capelli candidi ricorda il pittore Morandi, due occhi ironici di un azzurro ardesia. Mi fa vedere la sua nuova automobile, una R.14 color grigio chiaro. Da appena una settimana è tornato da New York, dove è stato ospite, con Florette, della rivista “Life-Time” che nel prossimo numero pubblicherà un portfolio con 20 sue fotografie inedite. È pieno di progetti e il suo carnet è zeppo d’impegni che porteranno lui e la moglie ancora a New York e in altre capitali europee.

A Piozzo, però, nessuno conosceva il celebre fotografo della belle epoque. Sapevano che il marito di Florette, la figlia di Madame Ormea, era un pittore, avendolo spesso visto dipingere, ma nessuno si era accorto che quel signore senza età era il fotografo che il presidente della repubblica francese, Valéry Giscard d’Estaing, aveva scelto per il suo ritratto ufficiale. Molte le istantanee dedicate a Florette, sua terza moglie, ventisette anni più giovane di lui; una in particolare la ritrae raggiante tra gli alberi in fiore di una luminosa primavera piozzese».

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JACQUES HENRI LARTIGUE

Jacques Henri Lartigue nasce il 13 giugno del 1894 a Courbevoie (nella regione dell’Île de France) da una famiglia facoltosa, il padre Henri è un uomo d’affari appassionato di fotografia. Nel 1899 la famiglia si trasferisce a Parigi. Nel 1902 all’età di sette anni, Lartigue riceve in regalo dal padre la sua prima macchina fotografica. La sua attività di fotografo inizia qui: scatta e sviluppa le proprie foto dapprima con l’aiuto del genitore e subito dopo da solo. Ritrae il mondo che gli sta attorno, parenti, amici e, più in generale, la quotidianità della borghesia. A partire dal 1904 inizia con alcuni esperimenti fotografici. L’esempio più rappresentativo di queste prove è costituito dalle sovrimpressioni per creare foto di “pseudo fantasmi”. Automobili e aeroplani, ma più in generale il movimento, diverranno poi tra i soggetti preferiti da Lartigue. In questi anni comincia a delinearsi la filosofia che poi caratterizzerà tutta la sua vita: il culto della felicità, la ricerca di un idillio che non possa essere turbato da traumi profondi. Tale ideale, che si rispecchia a pieno con il periodo della Belle Époque, viene rappresentato dalle fotografie di serate mondane e eleganti dame a passeggio al Bois de Boulogne, che lo interessano fin da giovane. Parallelamente in piena prima guerra mondiale, Lartigue decide di dedicarsi alla pittura. In questi anni, lavora anche come scenografo, illustratore e fotografo di scena, iniziando a frequentare personalità di spicco del mondo dell’arte e cinema. Grazie ad Albert Plecy, influente personalità del mondo della fotografia in Francia, nel 1954 viene fondata l’associazione Gens d’Images e Lartigue ne diviene il vicepresidente., L’anno seguente Lartigue espone per la prima volta le sue fotografie alla Galerie d’Orsay, accanto ai lavori di Brassaï, Doisneau, e Man Ray. Il suo nome comincia a circolare, ma la sua vera fortuna come autore fotografico arriva soltanto nel 1963, anno in cui il MoMA di New York gli dedica la personale The Photographs of Jacques Henri Lartigue. Il portfolio della mostra viene pubblicato sul vendutissimo numero di Life dedicato all’assassinio del presidente Kennedy, e il nome e l’opera del fotografo vengono resi noti ad un pubblico vastissimo. Altre esposizioni e la pubblicazione di vari libri dedicati alla sua opera, fra i quali The Family Album, edito da Ami Guichard nel 1966, e Diary of a Century, ideato da Richard Avedon, ne rafforzeranno in seguito la fama, al punto che nel 1974 diventerà fotografo ufficiale del presidente francese. Da allora, pur continuando a fotografare per se stesso, dedicherà molto del suo tempo alle commissioni di riviste di moda e arti decorative. MuFONDAZIONE FERREROore il 12 settembre del 1986 a Nizza, all’età di novantadue anni, restando nell’immaginario della gente come il testimone privilegiato di un’età d’oro. Nel 1979, Jacques Henri Lartigue donò la sua collezione di fotografie, diari e macchine fotografiche allo stato francese. Le opere sono conservate alla Médiathèque de l’architecture et du patrimoine, e la Donation Jacques Henri Lartigue conserva e gestisce la collezione.
 

DENIS CURTI

Denis Curti è direttore e fondatore di STILL, galleria fotografica di base a Milano, direttore artistico della Casa dei TRE OCI di Venezia, del Festival di Fotografia di Capri, del Festival di fotografia a Montefano: Premio Ghergo e direttore della testata on line Black Camera www.blackcamera.it. Denis Curti è course leader del Master in Photography in Raffles School, consulente della Fondazione di Venezia per la gestione del patrimonio fotografico. Negli anni 2002-2003 curatore delle prime aste fotografiche di Sotheby’s a Milano. Dal 1995 al 2002 direttore della Fondazione Italiana per la Fotografia. Dal 2005 al 2014 Curti è il direttore di Contrasto – Milano e vicepresidente della Fondazione Forma a Milano, è inoltre direttore artistico di progetti corporate per: Altagamma, Ambrosi, Polli, F2i, Ernst & Young, A2A, American Express, DHL, Tiffany, Alcantara. Ha curato diverse mostre, tra cui le personali di  Elliott Erwitt, Gianni Berengo Gardin, Franco Fontana, Maurizio Galimberti, Fulvio Roiter, Andrè Kertesz, Robert Capa, Werner Bishof, Sebastiao Salgado, Helmut Newton, Henri Cartier Bresson, Giovanni Gastel, David Lachapelle, Jacques Henri Lartigue, la mostra dedicata a Magnum America – “A due Minuti dal mondo” (con magnum Photos) e le mostre itineranti Capri Trend. Tra gli ’90 e 2000 direttore artistico della Biennale Internazionale di Fotografia di Torino. Per oltre 15 anni Denis Curti ha lavorato come giornalista e critico fotografico per le pagine di Vivimilano e Corriere della Sera. Esperto del mercato del collezionismo legato alla fotografia, Denis Curti è autore di diversi libri sulla fotografia, come “Collezionare fotografia”, 2010 (con nuova edizione del 2013) per le edizioni Contrasto e “Capire la fotografia contemporanea. Guida pratica all’arte del futuro”, Marsilio Editori, 2020, “Il mosaico del Mondo. La vita messa a fuoco. La biografia di Maurizio Galimberti” Marsilio Editori, 2022.

FONDAZIONE FERRERO

La Fondazione Piera, Pietro e Giovanni Ferrero onlus nasce nel 1983 per decisione di Michele Ferrero, industriale dolciario, che la dona ai dipendenti in pensione del Gruppo Ferrero e la apre, per iniziative culturali e sociali, all’intera comunità. La Fondazione è attiva in due campi di intervento: quello sanitario e socioassistenziale, con particolare attenzione al tema dello Healthy Ageing; e quello culturale, con un programma strutturato di mostre, convegni, iniziative di ricerca, pubblicazioni. Dal 1996 si occupa di incentivare la conoscenza dell’opera di Beppe Fenoglio, attraverso un proprio Centro di documentazione; è in seguito tra i soci fondatori dell’Associazione Centro Studi di letteratura storia arte cultura “Beppe Fenoglio” di Alba.