Il 10 giugno 2023 nella Sala FIATCafé500 della Pinacoteca Agnelli di Torino ha avuto luogo l’incontro tra con Giulia Andreani e Lucrezia Calabrò Visconti , intitolato “Resistenza, Resistenze” in collaborazione con Archivissima e Collezione Maramotti.
Giulia Andreani e Lucrezia Calabrò Visconti hanno dialogato sul rapporto tra il lavoro della prima e l’archivio, passando per una biografia dell’artista e per i suoi prossimi progetti.
Nel 1985 nasce a Mestre (Venezia) Giulia Andreani che si laurea all’Accademia di Belle Arti del capoluogo veneto che abbandona per proseguire gli studi in Storia dell’Arte alla Sorbona di Parigi, dove vive e lavora .
Artista e ricercatrice, tiene, dal 2010, un «atlante», una sorta di giornale costituito da un insieme di immagini e documenti: archivi storici, still frames, foto di famiglia, che costituiscono la matrice di un’opera in costante sviluppo. Così come avviene per un albero genealogico, in cui alcuni rami muoiono ed altri sopravvivono, certe immagini acquisiscono un’importanza crescente: esse vengono selezionate, ricomposte e riprodotte su tela, attraverso il filtro soggettivo di una pittura “acquerellata”, in un campo cromatico ristretto, tra il grigio e il blu. Giulia Andreani mette, così, a confronto la Storia con la sua dipendenza dall’immagine, segnando le lacune della memoria collettiva.
La Andreani è una ricercatrice/pittrice che passa lunghi periodi tra biblioteche e archivi, dove raccoglie fonti come documenti cartacei, lettere, formulari, fotografie, le classifica meticolosamente, definendole come “tutto quello che stiamo perdendo”. Mentre a distanza, i suoi quadri sembrano seducenti ed a volte ironici, da vicino sono molto spesso inquietanti. I suoi acquerelli sono piccoli grandi capolavori, realizzati principalmente con le tonalità grigio-blu allo stesso tempo calde e fredde del grigio di Payne. L’artista costruisce nuove visioni a partire dalle fotografie d’archivio e i reperti visivi che raccoglie, trasformandoli in occasioni per raccontare biografie dimenticate, decostruire le iconografie del potere e riappropriarsi degli immaginari che sono stati imposti sulle soggettività oppresse. Durante la conversazione si è parlato della ricerca di Andreani rispetto alla rappresentazione femminile nel corso della storia, e le narrazioni alternative proposte dal suo lavoro.
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