Il 7 aprile nella Sala intitolata a Maria Callas al Teatro Regio di Torino ha avuto luogo l’anteprima stampa per presentare il programma degli eventi organizzati in occasione dei 50 anni trascorsi dalla riapertura del teatro stesso. (1973-2023).

Il 10 aprile 2023 il nuovo Teatro Regio di Torino, progettato dall’architetto Carlo Mollino, ricorre il cinquantesimo anniversario della riapertura del Teatro Regio con la rappresentazione de: “I Vespri siciliani” di Giuseppe Verdi interpretati da Maria Callas e Giuseppe Di Stefano che hanno vita ad un evento capace di catalizzare l’attenzione del mondo.

Dichiara il Sindaco di Torino e Presidente della Fondazione Teatro Regio, Stefano Lo Russo: «Gli anniversari come questo sono un momento di grande celebrazione, di festa, ma anche l’occasione per fermarci a riflettere sul presente, su un luogo, su una storia, una tradizione. In questi cinquant’anni il Regio è diventato un teatro riconosciuto a livello nazionale e internazionale e amatissimo dai torinesi, polo d’attrazione per artisti, appassionati, sostenitori e persino per esperti di architettura, catturati dallo splendido progetto di Mollino, conquistandosi un ruolo di primo piano nella promozione della Città. Un mezzo secolo di storia importante che, dopo gli anni difficili delle chiusure imposte dalla pandemia, ci fa guardare al futuro con la certezza che quella capacità di rinnovarsi e sperimentare, unita a un’offerta artistica di grande qualità, continueranno a fare del Teatro Regio un’istituzione culturale di primo piano, ma anche un luogo che ci regala emozioni e che tiene unita una comunità trasversale fatta di storici abbonati, giovani e studenti ma anche nuovi appassionati».

Mathieu Jouvin, Sovrintendente del Teatro Regio, afferma: «Sarà un compleanno lungo un anno, con una programmazione che trae ispirazione da tre punti cardine del Teatro Regio: la Città e il forte legame che rende il Teatro la casa dei torinesi; Carlo Mollino, il geniale architetto che ha progettato un teatro assolutamente unico nel suo genere – al quale dedicheremo una mostra in autunno che introdurrà alla straordinaria complessità del personaggio – e la Musica, che impregna ogni luogo. I festeggiamenti, dopo l’illuminazione della Mole Antonelliana che si accenderà proprio il 10 aprile come una gigantesca candelina, inizieranno con due giornate di Teatro a porte apertesabato 15 aprile e domenica 16 aprile, nei quali tutti potranno venire gratuitamente al Regio per scoprire percorsi segreti, ascoltare concerti con l’Orchestra e il Coro, il Coro di voci bianche e il Regio Ensemble; vedere Regio 50. Ci vuole molto tempo per diventare giovani, lo speciale tv che ci ha dedicato Rai Cultura. Sarà un teatro sempre più aperto, accogliente ed emozionante».

«Non poteva mancare un omaggio alla storica inaugurazione del 1973 – aggiunge Cristiano Sandri, Direttore artistico – per questo abbiamo programmato I Vespri siciliani di Giuseppe Verdi che, nel 2023, diventerà un Con certo di Gala con un cast stellare diretto da Riccardo Frizza. Inoltre, il 15 aprile, ospiteremo Raina Kabaivanska che fu, insieme a Maria Callas, protagonista indiscussa della serata inaugurale. Sinfonie e cori verdiani e le più belle arie d’opera saranno quindi la colonna sonora delle due giornate a Porte aperte, nello spirito di condividere la gioia della musica».

A Carlo Mollino è dedicato anche il visual creato da Undesign per questo importante anniversario, costituito dalla musica, dalla Musa Tersicore, e dal Toro, simbolo della Città. L’ideazione è partita dai disegni originali di Mollino per il pavimento in marmo del Foyer del Toro, dove tutt’ora campeggia il suo Toro stilizzato. Il segno rappresenta il forte legame che unisce l’Opera a Torino ed è accompagnato dalla grafia proveniente dai bozzetti e dai progetti di Mollino che, pulita e digitalizzata, mantiene il tratto originale e distintivo del genio torinese.

Il 10 aprile 1973 il teatro alza di nuovo il sipario dopo l’incendio del 1936 dal quale fu inghiottito. Per celebrare l’anniversario compiamo un viaggio dietro le quinte con le maestranze che prima di andare in scena ci raccontano: “Lavorare qui è un privilegio, una fatica immane e una gioia gigantesca”.

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