Doppio appuntamento per il public program di Buddha10 : Diasporas Now: Rieko Whitfield + Micaela Tobin (White Boy Scream) e Chinabot: Jpn Kasai & Neo Geodesia

Martedì 24 e mercoledì 25 gennaio 2023 ore 18.30

MAO Museo d’Arte Orientale, Torino

Il MAO, Museo d’Arte Orientale, il 24 ed il 25 gennaio  ha ospitato un doppio appuntamento nell’ambito del public program relativo alla mostra Buddha10

 Martedì 24 gennaio un numeroso pubblico ha partecipato al collegamento streaming con Reiko Whitfield Miacaela Tobin per una conversazione e narrazione alternativa su identità migranti, background intersezionali, decolonizzazione, self-empowerment, cura e supporto reciproco a cui ha partecipato la mediatrice Ilaria Peretti (Editore, curatore e archivista d’arte, specialista dell’arte giapponese dal dopo guerra ai giorni nostri) la cui presenza ha reso possibile l’evento.

Viene spiegato il significato del termine diaspora che, usato in relazione all’arte, porta a parlare di artisti emigrati di prima o successive generazioni, che riprendono e utilizzano le proprie diverse esperienze culturali e identitarie, spesso creando nelle loro opere narrazioni alternative in contrasto a idee e strutture consolidate.

Mai prima d’ora è stato così importante per gli artisti raccontare le loro storie alle proprie condizioni, quindi mettiamoci in ascolto!

In questo evento molto speciale Rieko Whitfield artista, scrittrice e musicista giapponese-americana di base a Londra, una delle fondatrici di Diasporas Now, piattaforma di solidarietà diasporica che si occupa di discorsi contemporanei sulle identità migranti, e Micaela Tobin, soprano e sound artist, filippina-americana di prima generazione di base a Los Angeles, hanno presentato due dei loro più recenti lavori: due film/opere musicali che traggono ispirazione da mitologie speculative per togliere centralità alle traiettorie storiche del colonialismo eurocentrico.

In parte rituale sonoro, in parte narrazione diasporica, “BAKUNAWA: Opera of the Seven Moons” di Micaela Tobin è un’opera sperimentale e coinvolgente basata sull’omonimo album acclamato dalla critica di Tobin, che rivendica la mitologia          pre-coloniale delle Filippine dopo secoli di violenta cancellazione culturale. Raccontando la storia di Bakunawa, un drago simile a un serpente della mitologia filippina, Tobin porta la sua voce al di fuori delle mura imperialistiche del teatro dell’opera e sulla Costa della California di fronte all’Oceano Pacifico – creando un ponte sonoro verso le isole Filippine in un atto di guarigione.

“Regenesis: An Opera Tentacular” di Rieko Whitman è una storia che racconta i cicli della vita, la morte, l’importanza della comunità ambientata in un mondo post apocalittico e narrata in modo non lineare tramite l’impersonificazione di avatar soprannaturali. La narrazione in tre atti è ispirata a Izanami, dea shintoista della creazione e della distruzione, che brucia fino a morire per dare vita al mondo. “Regenesis” mette in scena una mitologia speculativa evocando esseri soprannaturali che guariscono il corpo sofferente della terra, attraverso l’utilizzo di metodi di collective care e creando al contempo prototipi alternativi di futuri sostenibili.

Nel pomeriggio di mercoledì 25 gennaio il MAO Chiara Lee (attrice e sceneggiatrice) aveva presentato Chinabot, collettivo che vuole cambiare la discussione sulla musica asiatica attraverso canti Khmer, samples di karaoke, musica popolare giapponese, juke e batteria metal.

Sin dal suo lancio l’etichetta-collettivo londinese Chinabot ha ampliato e demistificato la percezione pubblica delle scene musicali sperimentali asiatiche pubblicando opere bizzarre, imprevedibili e innovative di artisti provenienti da varie regioni dell’Asia. Ogni uscita è stilisticamente varia e significativamente concettualizzata mediante riferimenti culturali locali, esperienze di ascolto immersive che sono più adatte per il teatro d’avanguardia che per i club.

L’etichetta lavora per mettere in risalto le varie peculiarità del continente asiatico a livello di culture, tradizioni e generi (sia musicali che identitari) e per dare spazio agli artisti provenienti dai paesi in via di sviluppo dell’Asia, includendo nel suo modus operandi uno sforzo per l’ampliamento della conoscenza del continente che va al di là delle scene giapponesi e cinesi, che ormai da tempo rappresentano la produzione creativa dell’Asia sulla scena mondiale, e la rappresentazione di temi di attualità e politica asiatica. Gran parte della produzione di Chinabot è infatti tematica, incentrata su governi, geopolitica e ambiente nel tentativo di stimolare la discussione e far luce su questioni sottorappresentate con artisti le cui opere abbracciano argomenti come disordini nazionali, decolonizzazione, femminismo, fluidità di genere e futurismo cyborg.

In questa occasione speciale il MAO ha osiptato una selezione di videoclip di artisti Chinabot e una talk con Saphy Vong, fondatore dell’etichetta, e Giulia Mengozzi, assistente curatrice presso il PAV( Parco Arte Vivente ), parte di ALMARE, collettivo dedicato alle pratiche contemporanee che usano il suono come mezzo espressivo, e di AWI – Art Workers Italia.

Video

A seguire il concerto in streaming da Kyoto di JPN Kasai, che abbina musica popolare giapponese Ondo e Minyo a juke e footwork minimali, ed un live dello stesso Vong che mixa samples di canti Khmer, karaoke e batteria metal sotto lo pseudonimo di Neo Geodesia.

I biglietti sono disponibili esclusivamente presso la biglietteria del museo. 

Info e prenotazioni a eventiMAO@fondazionetorinomusei.it
Costo: 15 € intero | 10 € ridotto studenti (la tessera Abbonamento Torino Musei non dà diritto alla riduzione)

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