Il 28 aprile alle ore 17.00 presso l’Ipogeo della Rotonda Talucchi dell’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino ha avuto luogo l’inaugurazione della mostra delle opere di Radu Dragomirescu alla presenza della presidente Paola Gribaudo , del Direttore Edoardo Di Mauro, del console generale della Romania Sig.ra Mrs Ionna Gheorghias e dell’artista.
La Presidenteente Paola Gribaudo ha fatto gli onori di casa manifestando la sua gioia nel vedere finalmente i giornalisti, gli inviati e gli studenti. Nel suo intervento ha fatto notare che  all’inizio delle scale è stata esposta la targa in ricordo dell’ex presidente dell’Accademia Albertina Fiorenzo Alfieri unitamente all’assegnazione del suo nome allo Spazio espositivo, evento a cui erano presenti la moglie sig.ra Maria Teresa e le figlie. In questo intervento è stato ricordato anche il prof. Massimo Melotti, scomparso il 31 marzo 2021.
Finalmente è stato possibile consegnare la medaglia di Amico dell’Accademia Albertina al prof. Massara , che è stato festeggiato in remoto a causa della pandemia, cerimonia che ha avuto più di 6000 visualizzazioni.
Anche il Direttore Edoardo Di Mauro era felice di vedere persone in presenza e di poter riaprire la stagione delle mostre con la partecipazione del pubblico nonostante l’attività dell’Accademia non si sia mai fermata , ma sia continuata con eventi on line.
Sia il direttore  dell’Accademia Albertina che Massimo Melotti hanno evidenziato l’importanza, nella storia di questa istituzione artistica, della figura di Fiorenzo Alfieri, uomo di grande passione e tenacia nell’insegnamento.

Radu Dragomirescu.

Dragomirescu, stimato docente di Pittura del nostro ente, è un artista ed intellettuale di alto livello internazionale, profondamente europeo in relazione ad una vita spesa tra Romania ed Italia che ha fatto conoscere all’estero la sua cultura che nasce sulle sponde del Mar Nero. Il suo è uno stile al di fuori di una precisa contingenza temporale, anche se memore della tradizione dell’avanguardia della seconda metà del Novecento. A cavallo tra pittura ed installazione, l’arte di Dragomirescu, usando tonalità discrete e chiaroscurali, tra luce ed ombra, ed adoperando un ampio repertorio segnico e simbolico, riflette sull’eterno dualismo tra vita e morte, tra stasi e rinascita. Le suggestive sale dell’Ipogeo del Talucchi, accolgono le opere di Dragomirescu in un allestimento elegante, curato personalmente dall’artista come il ricco catalogo che ci permette di seguire il suo percorso creativo attraverso documenti, fotografie, installazioni e testi poetici. Una mostra di grande sensibilità che ci insegna ad accostarci con rispetto al silenzio misterioso dell’arte di Dragomirescu che ci lascia questo messaggio che condivido con convinzione: “L’arte ha la capacità suprema di emozionare gli animi, è educazione alla libertà e al ragionamento intuitivo e ci rende degni di esseri umani a contatto con Dio”.

Queste sono le parole che la Presidente Paola Gribaudo ha pronunciato nei confronti dell’artista.

Il Direttore Edoardo Di Mauro aggiunge nella sua biografia che il lavoro di Radu Dragomirescu è in grado, per la sua complessità culturale che non si traduce, però, in ermetismo e si presta ad essere penetrata e compresa dagli spiriti sensibili e recettivi, di simboleggiare la storia artistica italiana ed europea degli ultimi cinquant’anni, emblematici di un divenire che alterna repentine fughe in avanti a corse a ritroso in un tempo di pari vicino e remoto, ma non solo. La sua poetica, pur presentando indubbie sintonie con movimenti nati a contatto con il genius loci italiano, collocati in un decennio tra i primi anni Settanta ed i primi anni Ottanta, tutti successivi all’ ondata del Concettuale e dell’Arte Povera, ma traenti al tempo stesso ispirazione da questi , è stata in grado di conseguire notevoli consensi in campo internazionale, in virtù di un percorso coerente e riconoscibile, in cui si rinvengono elementi base del linguaggio dell’avanguardia, che fanno di Radu Dragomirescu un’artista in meditata sintonia con il proprio tempo, ma di pari non facilmente incasellabile in una precisa corrente. L’iconografia di Dragomirescu è volutamente inattuale, nei termini della cronaca e della sociologia spicciola, ma al tempo stesso eterna e necessaria, implicita da sempre allo scorrere dell’esistenza. L’artista cita il “qui ed ora”, ricorrendo a temi mitici ed archetipi, quindi contemporanei, in quanto riferiti alla condizione umana in relazione non solo al proprio tempo, ma all’universo naturale che la circonda e che ne determina l’esistenza oppure la fine. Le sue tematiche prevalenti come la dimensione del segno, il dualismo tra luce ed ombra, vita e morte, visibile ed invisibile, il ricorrere a simboli sacri e sapienziali, si mostrano a noi con la valenza di un enigma aperto a molteplici interpretazioni. L’artista nasce in Romania, lembo estremo del continente, a cavallo tra mondo slavo e latino. Si trasferisce fin dagli anni Settanta in Italia, pur mantenendo contatti saldi e continui con la terra di origine, costruendo una carriera di assoluto rilievo internazionale. In seguito consolida ulteriormente il rapporto con il nostro paese tramite la pratica dell’insegnamento, approdando all’Accademia Albertina, di cui è stato stimato docente di Pittura, contribuendo con il suo magistero all’affermazione e valorizzazione di numerosi giovani talenti. In questa antologica, in uno spazio unico e suggestivo come quello dell’Ipogeo della Rotonda del Talucchi, sede espositiva dell’Accademia che, proprio in occasione di questa mostra, è stata ufficialmente dedicata alla memoria di Fiorenzo Alfieri, grande personalità della cultura torinese e stimato Presidente della nostra Istituzione dal 2013 al 2019. Nel catalogo che accompagna questa mostra , è possibile, in un luogo estremamente idoneo alle potenzialità del suo stile, godere di una visione completa della cinquantennale carriera di Radu Dragomirescu, con la riproduzione di opere esposte in prestigiose gallerie e musei, oltre a quelle studiate apposta per l’allestimento.

E’ stato invitato all’incontro il Console Generale della Romania di Torino la sig.ra Sig.ra Mrs Ionna Gheorghias che ha ringraziato gli esponenti dell’Accademia Albertina per l’accoglienza del popolo romeno anche nel campo dell’arte, fatto che contribuisce ad una maggiore integrazione da parte di questa minoranza nella società ospitante.