Giovedì 13 febbraio 2020, Marco Guglielminotti Travel, direttore del MAO di Torino, ha presenziato alla conferenza stampa di relativa all’esposizione : ” Dipingere l’Asia dal vero. Vita e opere di Arnold Henry Savage Landor”, curata da Francesco Morena.
Artista, antropologo, esploratore, avventuriero, scrittore, fotografo, giornalista e inventore:Arnold Henry Savage Landor (1865-1924) è una figura poliedrica, che ha goduto di grande successo in vita e che, per motivi non del tutto chiari, è caduta totalmente nell’oblio dopo la sua morte.
Savage Landor nacque a Firenze da padre inglese e madre italiana, visse la sua adolescenza in un ambiente colto, in cui letteratura e arte erano passioni quotidiane, ebbe tra i suoi maestri Stefano Ussi (1822-1901), che ne intuì le capacità e che suggerì alla famiglia di lasciare che si dedicasse alla pittura.
Partito presto alla scoperta del mondo, il giovane Henry visitò prima alcuni paesi dell’Africa settentrionale e dell’America, per dirigersi poi verso l’Asia dove visitò: Giappone, Corea, Cina, paesi in cui dipinse centinaia di opere dal vero in uno stile ‘impressionistico-macchiaiolo’ di rapida esecuzione.
L’unicità documentaria delle sue creazioni appare evidente: in un periodo in cui ci si affidava già all’immediatezza della fotografia, Savage Landor si è ostinato nel dipingere en-plein-air, prendendo però nettamente le distanze dalle visioni fantasiose e dallo stile minuziosamente classico della pittura di genere Orientalista per immergersi invece nel mondo asiatico reale, restituendone i vari aspetti con i tratti espressivi della modernità.
Lo stile dell’artista anglo-fiorentino, rapido e conciso, si rivela infatti estremamente efficace nel ‘fotografare’ con immediatezza luoghi e persone che di lì a qualche decennio sarebbero completamente cambiati per conseguenza dell’incipiente globalizzazione.
Il MAO Museo d’Arte Orientale dedica alla figura di Henry Arnold Savage Landor una mostra monografica a cura di Francesco Morena, che rappresenta l’occasione per scoprire una figura affascinante e di grande interesse per la comunità internazionale, ma anche l’opportunità per ridisegnarne il profilo e per restituire, dopo decenni di oblio, la giusta dimensione del personaggio.
L’esposizione presenta il corpus più consistente a noi noto della pittura a olio di Savage Landor: un patrimonio prezioso – proveniente da più collezioni private – di circa 130 dipinti, 10 acquarelli e 5 disegni che l’artista anglo-fiorentino realizzò nei suoi lunghi soggiorni e viaggi attraverso Cina, Giappone, Corea, Tibet e Nepal.
Per offrire una visione completa di questa fase della sua vita, oltre ai dipinti realizzati in Asia, in mostra sono presenti anche alcune opere eseguite durante l’adolescenza a Firenze, durante i suoi viaggi in Europa e nella sua prima esperienza oltre confine, in Egitto.
Come tessere di un mosaico capace di esprimere la complessità della poliedrica figura di Savage Landor, accanto ai dipinti troveranno posto un suo brevetto depositato negli Stati Uniti d’America e tutti i volumi da lui stesso pubblicati.
‘Dipingere l’ASIA DEL VERO’-Inaugurazione giovedì 13 febbraio 2020 ore 18