Arte islamica e religione

Martedì 9 luglio alle ore 18.00 presso la sala congressi del MAO (Museo d’Arte Orientale) ha avuto luogo la Conferenza tenuta da Giovanni Curatola – Università degli Studi di Udine – in occasione della mostra “Goccia a goccia dal cielo cade la vita. Acqua, Islam e Arte”. Il primo a prendere la parola è stato il Marco Guglielminotti

Trivel, direttore del museo, che ha fatto gli onori di casa ed ha segnalato al pubblico la presenza di Ricca, primo direttore di MAO, persona che ha dato un grande contributo alla nascita ed alla vita del museo d’arte orientale.

La cultura e la civiltà islamiche sono assai complesse e variegate, e tali sono anche le loro espressioni artistiche come dimostra il fatto che , in seguito a 1400 anni di storia caratterizzati da ampi territori dominati, dalla Spagna alla Cina, il mondo musulmano è costituito da realtà molto diverse fra loro eppure accomunate da un comune sentire. Considerando questa realtà complessa viene naturale domandarsi se esista e quale sia l’arte religiosa islamica. A tale quesito, per nulla scontato, Giovanni Curatola dato qualche risposta nel corso del suo intervento.

Giovanni Curatola (Firenze, 1953) è professore ordinario di Archeologia e storia dell’arte musulmana all’università di Udine, ha insegnato anche nelle Università di Venezia, Firenze e Milano (Univ. Cattolica), ha tenuto conferenze in molte sedi italiane ed estere, ha visitato le terre d’Oriente, in qualità di archeologo e storico dell’arte islamica fra i più noti anche a livello internazionale, ha al suo attivo circa 150 fra libri e pubblicazioni scientifiche, ha organizzato e curato diverse mostre di arte e cultura islamica in Italia e nel mondo. L’ultima mostra di cui ha seguito l’allestimento è stata: “Islam e Firenze. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento” al Museo Nazionale del Bargello e agli Uffizi di Firenze nel 2018.